Ravenna, rapine alle gioiellerie dell’Esp: ecco come si è arrivati agli arresti di due membri della banda VIDEO

Ravenna
  • 07 maggio 2026

Un’operazione di spessore che ha consentito di catturare due rapinatori protagonisti di un colpo che fece scalpore a Ravenna. Le forze dell’ordine stavano addosso da mesi ai malviventi che nel novembre 2025 depredarono le gioiellerie Sì Anelli e La Gioielleria dell’Esp. Un colpo che ha fruttato circa 325mila euro. Le ricerche della polizia di Stato hanno condotto gli investigatori della Squadra mobile a Cerignola (Foggia). Qui sono stati arrestati due 30enni membri del commando: un 32enne e un 27enne residenti a San Severo, sempre nel Foggiano. Su di loro pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari Janos Barlotti su richiesta del pm Francesco Coco, confermata anche dal tribunale del Riesame.

La Polizia di Stato di Ravenna ha tratto in arresto due italiani trasfertisti. L’indagine condotta dalla Squadra Mobile – Antirapina, con la collaborazione della Squadra Mobile di Teramo e della Squadra Mobile di Foggia, ha avuto inizio nei minuti immediatamente successivi alla rapina, attraverso l’analisi dei filmati registrati dagli impianti di video sorveglianza del centro commerciale e dall’analisi delle telecamere dei varchi stradali e autostradali e successivamente dall’analisi dei tabulati telefonici; al fine dell’identificazione degli autori del reato, sono state determinanti anche le analisi condotte da personale del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Bologna.

I ladri con le maschere in silicone

Nel dettaglio, alle ore 20.50 circa dello scorso 10 novembre, quattro persone, con volto travisato da maschere in silicone, sono entrate all’interno del centro commerciale e, con l’ausilio di armi da fuoco, rapinavano le due gioiellerie. I rapinatori si allontanavano dal luogo a bordo di due autovetture rubate giorni precedenti.

La preliminare attività di indagine ha permesso di rinvenire poche ore dopo la rapina i due veicoli abbandonati in prossimità della Via Ravegnana: uno dei mezzi risultava dotato di dispositivo GPS fornito dalla compagnia assicuratrice. I successivi accertamenti operati dalla Squadra Mobile permettevano di “matchare” i dati estrapolati dai i file video dei sistemi di videosorveglianza pubblici, i dati forniti dei varchi comunali relativi ai transiti stradali, così da individuare il cosiddetto veicolo “pulito”, ovverosia, l’autovettura utilizzata dai trasfertisti per raggiungere il territorio ravennate e per allontanarsi da esso a seguito della rapina; al mezzo era stata applicata una targa clonata riconducibile ad una vettura della stessa marca e modello.

Una volta individuata la vettura dei rapinatori, le immediate ricerche consentivano di localizzarla nel teramano: nello specifico, il veicolo veniva intercettato dal lettore targhe ubicato nei pressi dell’uscita autostradale “Atri-Pineto” e, successivamente, da un secondo varco presente lungo la S.S. 16 nel territorio del Comune di Silvi (Teramo).

Con la preziosa collaborazione del personale della Squadra Mobile di Teramo, che acquisiva i filmati delle telecamere pubbliche e private presenti lungo l’itinerario percorso dal veicolo, si riusciva ad estrapolare un fermo immagine di uno degli occupanti del veicolo.

La successiva attività di indagine, consistita anche in appositi servizi osservazione, permetteva di identificare i due uomini indiziati di far parte della banda di rapinatori: uno con a carico altre condanne per rapina a mano armata e già sottoposto alla misura cautelare della Sorveglianza Speciale con Obbligo di Soggiorno, l’altro incensurato.

Le risultanze investigative emerse hanno consentito di delineare un quadro indiziario univoco in ordine alla responsabilità dei due trentenni: il compendio indiziario veniva messo a disposizione della Procura della Repubblica e posto a fondamento della richiesta di custodia in carcere a carico dei due; provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei primi giorni del mese di aprile con la collaborazione di personale della Squadra Mobile di Foggia, essendo gli indagati residenti in San Severo; successivamente è stata avanza richiesta di riesame sulla quale il Tribunale delle Libertà di Bologna si è già espresso rigettando le istanze presentate dai difensori, confermando dunque l’impianto accusatorio ed indiziario sin ora compendiato. Sono in corso ulteriori accertamenti diretti ad individuare gli altri componenti della banda.

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