Ravenna e l’escalation di violenza, il sindaco: “Mai sottovalutato il problema, siamo determinati a intervenire”

Ravenna
  • 14 aprile 2026

I casi di molestia sessuale in ospedale e di lancio di tegole da un tetto nei giorni scorsi; l’accoltellamento fatale in strada in Darsena della notte scorsa. I tre episodi, “gravi ma diversi fra loro”, hanno interessato Ravenna nelle ultime ore. E il sindaco Alessandro Barattoni interviene oggi in apertura del Consiglio comunale per esprimere in primo luogo piena solidarietà “a tutti i soggetti danneggiati, in primis ai familiari della persona deceduta questa mattina”. Tre episodi “diversi”, ribadisce il primo cittadino, che necessitano “risposte diverse”. Il caso di molestie all’Azienda sanitaria in un reparto di degenza dell’ospedale, li elenca; il lancio di tegole da parte di una persona con problemi di salute legati alle dipendenze; la violenza “efferata” della notte scorsa tramite armi da taglio sul quale sono in corso le indagini. La sicurezza, prosegue, è tra le priorità d’azione dell’amministrazione, “ce ne occupiamo sia tramite le nostre competenze che attraverso la collaborazione con le autorità competenti”. E “non “abbiamo mai sottovalutato né sottaciuto i problemi”, mettendoci sempre la faccia. “Chi commette reati va assicurato alla giustizia” e nel merito gli episodi di diretta competenza l’amministrazione “sono stati portati subito all’attenzione del sindaco”.

Mentre Barattoni ha chiesto informazioni al prefetto sull’accoltellamento: sull’uso di armi bianche da parte degli adolescenti c’è “massimo timore”, chiosa. Nel concreto, continua, l’amministrazione ha riattivato il Tavolo di bassa soglia, ci sono stati sgomberi e interventi, anche se poi il problema si è semplicemente spostato. “Siamo determinati a intervenire alla radice del problema e a rafforzare il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”.

Al prefetto è stato chiesto di convocare il Comitato di ordine pubblico per ribadire la richiesta di rinforzi per le Forze dell’ordine. Sono state emanate ordinanze, siglati patti con la Regione, preso l’impegno a rafforzare l’organico della Polizia locale e il numero di telecamere. Ma “non possiamo mettere un agente per ogni strada e angolo buio”.

Di certo, conclude, “non smetteremo di chiedere al governo di intervenire e al Parlamento legiferare su ciò che può aiutare. Ravenna è parte offesa, abbiamo sempre fatto meglio del resto d’Italia e continueremo a fare sempre di più in un’ottica trasversale di interventi. Il nostro obiettivo non è spostare il luogo, che sia più sicura una piazza di un’altra. Ma lavorare alle radici delle questioni che hanno varie declinazioni, necessitano di presidio e controllo e anche di altri interventi”.

L’opposizione

L’opposizione replica all’intervento del primo cittadino e Alberto Ancarani di Forza Italia chiede a Barattoni di convocare il prefetto Raffaele Ricciardi in Consiglio comunale. Chiedendo poi se la giunta abbia fatto veramente tutto e sottolineando come manchi “un appello alla Magistratura affinché le leggi vengano applicate in maniera ordinaria”. Decisamente più critica Veronica Verlicchi della Pigna: “Con che coraggio - tuona- il sindaco viene qui a parlare di differenze nella violenza, di sistema di accoglienza e assistenza sociale, che fanno acqua da tutte le parti. Con che coraggio - prosegue - ieri ha fatto polemica politica invece che dare solidarietà” alle persone coinvolte dal lancio di tegole che “sono scosse ancora oggi”. In città “dobbiamo sentirci sicuri e c’è anche il sindaco tra gli attori chiamati a garantire la sicurezza. E per rispristinarla in centro “serve solo pugno di ferro”, conclude la civica chiedendo che Ravenna non sia più porto di preferenza per gli sbarchi”.

Anche Nicola Grandi di Fratelli d’Italia auspica “un cambio di passo reale. Sono preoccupato da cittadino. Viviamo un senso di insicurezza crescente”. Grandi punta il dito contro il “grande assente”, l’assessore alla Sicurezza Eugenio Fusignani e chiede conto di cosa si stia facendo veramente, con tempi e risorse.

Per Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna “non si può scaricare sul governo quanto non fatto a Ravenna e nemmeno sottovalutare quanto non fatto”, mentre Gianfranco Spadoni del gruppo Lpr-Lega-Popolo della famiglia osserva che “a Ferrara e Forlì i dati sono migliori”. In città, prosegue Filippo Donati di Viva Ravenna, ci sono “nervosismo e angoscia. Quello che è successo ci ha colpito tutti” ma è “un errore sociale usare quanto succede come clava sociale”. Meglio un “atto di unità ed essere onesti con i cittadini”. Di certo “minimizzare è stato un errore politico che ha lasciato campo libero a degrado e criminalità”. E, “per come stanno andando le cose, non va a finire bene”.

La maggioranza

Dai banchi della maggioranza Luca Cortesi del Partito democratico rimarca che “gli episodi sono inseriti in un quadro nazionale, non ascritti solo a livello locale”. Per aiutare la città, sostiene, non serve “cavalcare gli episodi additando l’amministrazione come responsabile, occorre fare fronte comune per le richieste di maggiori organici e maggiori servizi contro la marginalità sociale”. Anche Nicola Staloni di Allenza Verdi Sinistra trova “grave le strumentalizzazioni di una parte politica” e non reputa “neanche di striscio” responsabili sindaco e maggioranza: “Il compito della pubblica sicurezza è del governo”.

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