Voto Faenza, la Lega pensa a una donna, il Pd a coalizione

Voto Faenza, la Lega pensa a una donna, il Pd a coalizione

FAENZA. Le elezioni comunali si avvicinano e le manovre per arrivare alla scelta del candidato sindaco nei due schieramenti procedono anche se a rilento. Nel centrodestra la Lega non farà come nel 2015 una corsa in solitaria, ma sarà alla guida di una coalizione con Fratelli d’Italia, Forza Italia e alcune forze civiche.

Il centrodestra
Il consigliere regionale Andrea Liverani, commissario in questo periodo di transizione verso la Lega per Salvini premier, è al lavoro per comporre l’alleanza; per la scelta dei nomi si cerca un candidato giovane senza una lunga esperienza politica e c’è chi parla di una figura femminile in vantaggio su altre. Sono giorni decisivi, di incontri all’interno della Lega per la scelta da condividere con gli alleati che porranno proposte da vagliare. L’ufficialità si attende a giorni comunque l’annuncio non potrà superare le due settimane. All’interno della coalizione le liste correranno con il simbolo ed è molto probabile la nascita di una lista del candidato sindaco e una conferma della lista Padovani, molto radicata soprattutto in alcuni settori del mondo agricolo. Gabriele Padovani nel 2015 sfidò Malpezzi al ballottaggio, allora in corsa per la riconferma.

Il centrosinistra
Il Pd punta a una coalizione ampia per mantenere il governo della città allontanando lo spettro delle esperienze delle vicine Forlì e Imola, tentate da altre esperienze di governo. Al momento risulta difficile la composizione delle parti, il partito si muove riunendo gli organi direttivi ma la soluzione per un candidato unitario non sembra a portata di mano. Ieri sera era prevista la direzione per ragionare di equilibri e nomi, ma le anime e le visioni tra l’ala centrista un tempo vicina a Renzi e l’ala più aderente alla linea della segreteria nazionale cercano ancora la sintesi in vista dell’appuntamento elettorale atteso in primavera. Rimangono sullo sfondo le primarie, scelta percorsa a Cervia nel 2019 ma poco amate in terra faentina. I nomi emersi nel tempo rimangono tali ovvero Davide Agresti, amato dall’ala centrista dei democratici e dai cattolici; Massimo Isola, figura di lungo corso, vice di Malpezzi senza adesioni all’area ex renziana; Alberto Morini; e Andrea Fabbri. Per vincere contro una Lega forte come quella faentina, il Pd deve tenersi lontano da logiche di autosufficienza, cercando di tenere vicini i civici come Insieme per Cambiare, La tua Faenza, L’altra Faenza, nonché Articolo 1, Socialisti, Verdi. Un lavoro complesso che non può prescindere dal coinvolgimento del forte tessuto associazionistico cittadino, dal volontariato cattolico e da un’attenzione alle giovani generazioni.

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