Summertime (Netflix), il racconto “dietro le quinte” a Ravenna

RAVENNA.La Romagna splende in Summertime, la serie tv, prodotta da Cattleya, che ha conquistato il pubblico di Netflix. Per giorni è stato il programma più visto in Italia dagli abbonati. In tempi di quarantena, le avventure dei giovani protagonisti hanno rappresentato una boccata d’ossigeno per chi sogna di tornare alle spiagge, al mare e alla libertà.

La trama

La protagonista è Summer, una ragazza alla soglia dei 18 anni, che odia l’estate pur vivendo a due passi dalle mitiche spiagge della Romagna. Amicizie e storie d’amore sono gli ingredienti principali della serie, diretta da Lorenzo Sportiello e Francesco Lagi, che trae una grande forza dai luoghi in cui è ambientata. Una fotografia luminosa, a cura di Federico Schlatter, rende giustizia alle bellezze naturali che fanno da sfondo alle lunghe sortite in skate della protagonista.

I templi del divertimento si alternano alla magia del mare e delle valli alle spalle di Marina di Romea. Il molo di Marina di Ravenna diventa un set cruciale per la storia con un bar-roulotte (idea che se fosse replicata nella realtà avrebbe un successo garantito) sulla lingua di cemento proiettata verso il mare. Dietro ogni scena c’è il lavoro paziente di chi ha selezionato le location.

Le testimonianze

A raccontare i segreti del mestiere sono alcuni professionisti romagnoli del cinema, che hanno partecipato alla realizzazione di Summertime e di cui, per le rigide disposizioni contrattuali di Netflix, non possiamo fare i nomi. «La nostra terra ha tutto quello che può attirare una produzione cinematografica – dicono – e dobbiamo sfruttare queste potenzialità. Summertime è un caso emblematico e il successo di pubblico ne è una chiara dimostrazione. Oggi ci sono realtà produttive interessate a scoprire nuovi luoghi. Il cinema può essere una opportunità per la nostra terra e fungere da traino sia per il turismo che per l’occupazione. La presenza di un player come Netflix è stata importantissima. Le riprese sono durate 12 settimane, nella scorsa estate, e hanno prodotto un ritorno enorme, anche in termini di visibilità, per le località da Cesenatico a Marina Romea passando per Porto Corsini, Lido di Dante e Marina Romea. Il tramonto nelle valli è qualcosa di spettacolare e gli autori sono stati bravissimi a coglierne la magia».

Il successo della serie può alimentare il cineturismo. Lo spettatore è invogliato a scoprire i luoghi che ammira sullo schermo: le spiagge, le piazze, i locali e il mare. «Summertime è destinato a uscire in 190 paesi nel mondo dove scopriranno, se già non la sanno, che esiste la Romagna – raccontano –. La scelta degli scorci della Romagna non è stata semplice. Per ogni scena si dovevano proporre più alternative. Alla fine sono stati individuati 120 luoghi. È una fase in cui chi propone le location lavora a stretto contatto con lo scenografo. Uno dei momenti topici della serie è girato vicino a un capanno a Marina Romea che è stato individuato dopo un mese di ricerche febbrili. Il cinema è molto dinamico, quindi anche i luoghi cambiano e ciò che è stato individuato qualche tempo prima potrebbe essere modificato. Prima di proporre i luoghi si legge la sceneggiatura, poi con lo scenografo si cerca di capire se quell’ambiente può diventare un set, non solo dal punto di vista artistico ma anche pratico. È molto impegnativo, ma allo stesso tempo una sfida affascinante».

Summertime ha un filo conduttore: «L’elemento centrale è l’acqua. Mare, valli, porto e darsene sono stati i set ideali. Visto il successo che sta riscuotendo, ci auguriamo che le avventure di Summer, Edo, Dario e gli altri protagonisti possano proseguire scoprendo anche la magia dell’entroterra romagnolo, meno conosciuto delle spiagge ma altrettanto affascinante. Sogno che il territorio si organizzi per proporsi nella sua interezza – conclude uno dei romagnoli che ha lavorato nella serie e da tempo è impegnato a promuovere il filone del cineturismo –. Con la collaborazione tra enti locali e associazioni di categoria bisognerebbe creare un sistema che possa offrire ai grandi player del cinema prezzi calmierati e sostegni logistici. Per attrarre le produzioni occorre un sistema di servizi studiati per il cinema, in modo che all’occorrenza si trovi ad esempio l’artigiano, il fornitore, la ristorazione e le strutture ricettive. Per la Romagna, anche alla luce di quanto sta avvenendo per effetto della pandemia, il cinema può essere un grande veicolo di rilancio per il turismo».

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