Cesena, non solo Floccari: le piste italiane ed estere per il direttore sportivo

Mike Melby ha tre direttori sportivi sul proprio taccuino, con i quali ha già parlato e preso contatto ufficialmente per il futuro del Cesena. In pole position c’è sempre Sergio Floccari, già visto diverse volte al Manuzzi, in città e addirittura in trasferta (nell’ultimo viaggio allo Stadio dei Marmi di Carrara). L’ex centravanti di Rimini e Lazio mette più o meno tutti d’accordo ed è il preferito del direttore generale Corrado Di Taranto e di tutta la famiglia Aiello: il problema di Floccari (e la cosa brutta è che c’è chi intende cavalcare questa sua debolezza) è che sarebbe al debutto assoluto nelle vesti di direttore sportivo e, in caso di conferma di Cole, dovrebbe sforbiciare poderosamente l’attuale rosa, vendendo tanto, facendo più soldi possibili e cambiando radicalmente il parco giocatori del club spendendo il meno possibile. Negli ultimi giorni sono però spuntati altri due nomi: un altro italiano e un portoghese. Quest’ultimo risponde al nome di Josè Carlos Nunes Santos Duarte Fontes, classe 1984, presente da 5 anni nell’area scouting della Roma e che in passato ha lavorato anche in Inghilterra, svolgendo il ruolo di scouting del Leicester proprio nel periodo migliore del club inglese che 10 anni fa vinse la Premier con Claudio Ranieri in panchina. Con Fontes ci sono stati diversi colloqui con tutti i membri del board e con Di Taranto, ma il portoghese, che ha fatto una buona impressione, ha però sparato alto come richiesta economica.

Altro profilo che piace al Cesena è Andrea Mancini, direttore sportivo della Sampdoria da metà stagione che ha lavorato con profitto sul mercato di gennaio. Il figlio d’arte, classe 1992, era già stato in blucerchiato nella stagione 2023-2024, terminata con il 7° posto della Sampdoria (poi eliminata al turno preliminare dei play-off dal Palermo di Mignani), ed è tornato a Genova quest’anno dopo un’esperienza a Barcellona.

Cole in attesa

Sullo sfondo, in attesa dell’investitura del nuovo direttore sportivo, resta Ashley Cole, confermato già dagli Aiello ma al momento “congelato” da Melby. Anche in questo senso sono attese novità nel giro di qualche giorno, con la speranza che le diversità di vedute dei proprietari statunitensi del club bianconero non allunghino i tempi ma soprattutto non creino problemi di stabilità all’impalcatura societaria. Perché in cima alla piramide servono innanzitutto chiarezza e condivisione. Per il bene del club ma anche e soprattutto di un ambiente che negli ultimi mesi ha coperto di fischi e di mugugni le scelte della società. Ripartire con un clima simile sarebbe deleterio.

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