RAVENNA. Le acque calde del mare Adriatico favoriscono l’avvicinamento sotto costa dei trigoni che, proprio in questo periodo, arrivano a pochi metri da riva per il compimento del ciclo riproduttivo. Bellissimi esemplari sono visibili a pochi passi dalla battigia per lo stupore di bagnanti e turisti; peccato che lo spettacolo della natura sia interpretato da alcuni come una minaccia o un’occasione per fare del male a queste meravigliose creature. Così, dopo l’episodio dell’anno scorso in cui è stata denunciata una persona che aveva preso a bastonate un trigone, anche quest’anno arrivano notizie che fanno indignare. «Abbiamo già ricevuto due segnalazioni di persone che hanno cercato di colpire questi splendidi animali – commenta Simone D’Acunto, direttore del Cestha -. Per fortuna alcuni testimoni sono riusciti a frenare chi aveva brutte intenzioni. In particolare, sappiamo di una persona che sulla spiaggia di Lido di Dante aveva preso di mira un esemplare. Lo hanno fermato e lui si è giustificato dicendo che voleva catturare il trigone per mangiarselo, ma sappiamo bene che non è un pesce destinato alle nostre tavole». Il centro Cestha è intervenuto l’anno scorso per salvare un esemplare preso a bastonate senza pietà. L’episodio, documentato anche da alcune immagini girate dai bagnanti, fece molto scalpore e vide come protagonista un turista modenese, identificato dopo alcune settimane e denunciato a piede libero, a Casal Borsetti. Il trigone viola, ribattezzato Sole, è riuscito a riguadagnare il mare dopo quattro mesi di cure nel centro che ha sede a Marina di Ravenna. L’obiettivo di quest’anno è che episodi simili non si ripetano. «Purtroppo ogni estate registriamo 4-5 episodi analoghi – dice Simone D’Acunto -, noi non ci stancheremo mai di ripetere che i trigoni non sono pericolosi. Si avvicinano a riva semplicemente per compiere il loro ciclo riproduttivo. I trigoni sono totalmente disinteressati all’uomo, per cui invito le persone a limitarsi ad ammirare questi splendidi animali e non cercare in alcun modo di catturarli o, peggio, colpirli. Lasciamo liberi di nuotare a pochi metri noi, non ci faranno del male».

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