Sogliano, danni per 6 milioni di euro nell’incendio alla discarica

Un incendio devastante ha distrutto il capannone e i macchinari di Sogliano Ambiente alla discarica di Ginestreto procurando danni valutati in almeno 6 milioni di euro.

L’incendio pare essere partito poco dopo mezzanotte nel capannone dove vengono divisi carta e plastica. L’allarme dalla guardiania è scattato qualche minuto prima dell’una della notte tra mercoledì e giovedì. I vigili del fuoco sono intervenuti in forze dall’1,40.

Anche i tecnici di Arpae sono intervenuti all’Area Marconi della discarica, nell’impianto andato a fuoco in cui si esegue attività di cernita e selezione, prevalentemente manuale, di frazioni riutilizzabili di rifiuti non pericolosi, tra cui anche imballi e componenti in materiale plastico, carta e cartone. Nell’aprile 2020 in quest’area c’era stato un altro incendio, anche se limitato all’area esterna. Questa volta le fiamme si sono sviluppate a partire dai materiali stoccati all’interno del capannone (imballaggi misti e in plastica) e hanno interessato l’intera struttura provocando il crollo del tetto e il generale collasso del deposito. Nella notte si è sviluppata una densa colonna di fumo che non ha investito abitazioni né determinato problematiche significative, anche per la distanza dell’impianto dai più vicini nuclei di case e per la pioggia. Le condizioni atmosferiche hanno favorito l’innalzamento e la dispersione della densa colonna di fumo verso gli strati più elevati dell’atmosfera. Solo a metà mattina si è notato uno spostamento della colonna di fumo in varie direzioni, comunque sempre a partire da quote elevate e senza interessare direttamente l’abitato di Masrola. Sono state effettuate, a otto ore circa dall’avvio dell’incendio, indagini della qualità dell’aria nell’area esterna all’impianto con strumenti portatili, al fine di valutare l’eventuale presenza di composti organici volatili e altre sostanze derivanti dalla combustione a livello stradale. Le misure hanno rilevato valori significativi che comunque decrescevano rapidamente non appena ci si allontanava dall’area dell’impianto. I controlli proseguiranno nei prossimi giorni.

Giovanni Giannini, direttore generale di Sogliano Ambiente, spiega cosa può essere successo: «Abbiamo guardato le immagini dell’impianto di videosorveglianza del capannone andato a fuoco, come hanno fatto chi indaga e il perito dell’assicurazione, ed emerge che dopo mezzanotte si inizia a vedere un po’ di fumo. Nel capannone c’erano carta e ritagli di plastica provenienti dall’industria. L’innesco è arrivato involontariamente da fuori, forse un mozzicone di sigaretta non spento bene arrivato insieme alla plastica. Fatto sta che quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi, dalla guardiania è stato dato l’allarme. Ma non c’è stato nulla da fare: il capannone e i macchinari sono andati completamente distrutti. I danni ammontano ad almeno 6 milioni di euro».

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