Sicurezza dei lavoratori al porto di Ravenna: raddoppiati i controlli

RAVENNA. Crescono i controlli sulla sicurezza negli ambienti di lavoro in ambito portuale con un raddoppio degli interventi passati da 53 del 2016, 86 nel 2017 a oltre cento nel 2018 e 2019. Un risultato frutto del progetto promosso da Ausl Romagna in città, attivo da tre anni e illustrato ieri dal direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, dalla direttrice del dipartimento di Sanità pubblica Raffaella Angelini, dal direttore dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro di Gianpiero Mancini. Il progetto finanziato anche dalla Regione ha permesso l’aumento delle risorse dedicate con due tecnici della prevenzione e un ingegnere e una sede distaccata a Marina di Ravenna grazie a un accordo con Autorità portuale.

I dati

Su 100 controlli nel 15% dei casi scattano rilievi e il 95% provvede a mettersi in regola, un andamento simile al comparto dell’edilizia. L’ambito portuale vede la presenza di 21 imprese terminaliste, 4 aziende che si occupano di operazioni portuali e centinaia di imprese satelliti impegnate nei vettori, nella manutenzione, nelle riparazioni e costruzioni navali e nella meccanica. Questi i dati forniti dal direttore Gianpiero Mancini che gestisce il progetto ideato per coniugare l’attività di controllo con l’attività formativa per gli operatori e le aziende.

Il progetto che ha fatto scuola in Italia ha incrementato la vigilanza e il controllo, ha cambiato le modalità di vigilanza con una presenza continuata dei servizio in ambito portuale consentendo un frequente scambio tecnico professionale con le figure della prevenzione come i rappresentanti per la sicurezza aziendali e quelli di sito ciò le tre figure che si occupano della materia a tempo pieno. In questo modo rimare attiva un sistema di relazioni fra enti della pubblica amministrazione, datori di lavoro e responsabili dei servizi di prevenzione.

Sotto osservazione le attività di carico e scarico di autoveicoli da traghetti (Ro – Ro); la movimentazione di manufatti siderurgici e la gestione della caduta uomo a mare. L’ambito portuale rimane ad alto rischio infortunistico specie nelle attività banchine – nave; o durante le attività soggette a interferenze con la compresenza di lavoratori di diverse categorie e imprese oppure a rischio investimento. «Il dottor Mancini – ricorda la direttrice del dipartimento di Sanità pubblica Raffaella Angelini – ha partecipato a un convegno nazionale Trieste per presentare il progetto e fare sistema con il mondo dei servizi e degli operatori del mondo portuale. Vogliamo fare scuola in Italia per evitare la concorrenza sleale sul nostro porto».

Berkan B

Tra i casi più impegnativi seguiti dal servizio di Prevenzione e sicurezza quello dell’affondamento del relitto della Berkan B nella pialassa Piomboni. «Il 2019 è stato un anno tremendo – ricorda Mancini – abbiamo partecipato agli incontri con gli enti coinvolti Autorità portuale, Capitaneria e Vigili del Fuoco per gli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro. Le irregolarità emerse nelle operazioni di smontaggio del relitto fecero partire le indagini».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui