Siccità, valli in sofferenza e alcune specie si estinguono VIDEO

Non solo l’agricoltura; anche preziosissime aree naturali umide sopravvivono grazie agli apporti assicurati dal Canale Emiliano Romagnolo (Cer). «La situazione è sotto controllo nelle zone in cui riusciamo ad assicurare l’apporto di acqua – spiega il direttore del Parco del Delta del Po, Massimiliano Costa –. Abbiamo un sistema artificiale che protegge aree molto preziose per la biodiversità, ma se la siccità dovesse proseguire mettendo a rischio anche il Cer, allora sarebbero problemi molto più seri di quelli che affrontiamo al momento. Purtroppo già negli ultimi anni molte specie di anfibi, piante e uccelli si sono localmente estinti e c’è il rischio concreto che la situazione peggiori ulteriormente. Abbiamo perso la rana rossa Di Lataste e le bellissime ninfee bianche sono sparite da Punte Alberete». Per comprendere la situazione è sufficiente osservare lo stato dei fiumi. Il servizio del traghetto sul Reno a Sant’Alberto è ancora sospeso; mentre a monte della chiusa di San Bartolo, il livello delle acque del fiume Montone è ben al di sotto di quello a cui si è abituati. I pescatori assistono sconsolati alle difficoltà della natura di fronte a un’estate che è in lizza per battere diversi record in fatto di scarsità di piogge e calura.

Osservata speciale è la Valle Mandriole: «La zona è in crisi idrica perché sono in corso lavori di Romagna Acque sul canale Carrarino. Dal 16 luglio è interrotta l’immissione d’acqua dal fiume Lamone, ma si dovrebbe tornare alla normalità dei prossimi giorni. Nel frattempo, gli agenti del distaccamento pinetale della Polizia locale ogni giorno controllano la situazione e lo stato di salute dell’ecosistema. In caso di bisogno, interverremo con grande rapidità». L’opera dell’uomo prosegue su diversi fronti, si sono concluse le fasi di prosciugamento di Punte Alberete: «L’intervento è riuscito perfettamente e anche in anticipo rispetto alle previsioni – dice Costa –. Da settembre inizieremo a reintrodurre l’acqua». Costa mostra invece, preoccupazione per le zone non raggiungibili dall’intervento dell’uomo che si possono affidare soltanto alle piogge: «Le aree pinetali e boschive sono in forte sofferenza; recentemente, con l’ausilio di un trattore, è stata immessa dell’acqua nelle basse della pineta di Classe che erano incredibilmente secche. Si cerca di salvare il salvabile»

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