Scuola, i nodi del rientro: prof over 55, bus e risorse

Compatte le sigle sindacali del comparto scuola di Cgil, Cisl e Uil e poi ancora di Snals Confsal e Gilda Fgu Unams intervengono a livello regionale per esprimere preoccupazione sui tanti nodi ancora da sciogliere in vista della riapertura della scuola.

Le risorse da ripartire per gli organici aggiuntivi non sono sufficienti, i test sierologici vanno fatti e allargati anche agli studenti, mentre il trasporto scolastico è ancora un’incognita. Questo il quadro e a livello locale i maggiori timori sono legati al cosiddetto personale fragile, agli over 55 che potrebbero chiedere di non rientrare in classe, e ai precari ancora sprovvisti di una graduatoria.

Toni duri

«Abbiamo ricevuto – scrivono i sindacati – il decreto a firma Azzolina-Gualtieri che distribuisce le risorse economiche alle regioni sulla base degli alunni e delle richieste avanzate dagli uffici scolastici regionali sul quale diamo un giudizio negativo. Per l’Emilia Romagna si tratta di 55 milioni di euro (circa 2mila posti) che si aggiungono alla prima distribuzione di 65 milioni (circa 3mila posti), per un totale di 120 milioni di euro e circa 5mila posti. Suddivisi tra le 530 scuole dell’Emilia Romagna, vuole dire circa 9,5 posti per scuola. Una vera inezia inadeguata a rispondere alle esigenze più volte da noi denunciate».

I sindacati poi lamentano di non sapere ad oggi quanto è stato richiesto dalle scuole e come e quando saranno distribuite le risorse.

Trasporti

Le sigle sindacali poi non nascondono i timori sulla sicurezza del trasporto pubblico. «In attesa di conoscere le decisioni nazionali, ribadiamo che vanno aumentate le corse, effettuati gli scaglionamenti negli ingressi. La ripartenza in sicurezza passa attraverso il rigoroso rispetto delle regole e non dal loro aggiramento o addirittura da loro adeguamento alle condizioni date. Troppo facile. L’abbassamento dei limiti di sicurezza comporta necessariamente un aumento dei contagi che potrebbero riportare la scuola nel caos poco tempo dopo la riapertura».

Test sierologici

L’invito a tutto il personale è quello di sottoporsi al test sierologico e la richiesta è quella di estendere il monitoraggio anche agli studenti «per mappare – spiegano – il livello di eventuali contagi e attivare la prevenzione necessaria con il supporto specifico del medico di comunità presente in ogni territorio e che opera in collaborazione con le scuole, che in questa fase non vanno lasciate sole nelle responsabilità».

Precari e ruoli

A livello locale non si sa quanti lavoratori fragili chiederanno di non tornare in classe, ma per certo spiega Lucia Russo di Cgil scuola le nuove graduatorie per le supplenze annuali e brevi non sono pronte e le immissioni in ruolo non sono terminate. «Il nuovo sistema telematico non prevede una fase provvisoria per le correzioni e l’unico modo per eliminare errori sarà rivolgersi al Tar. Il bando è rimasto aperto 15 giorni e il sistema non ha funzionato per molti giorni».

Il preside

Il primo settembre avrà il primo collegio in presenza, ma nel frattempo il dirigente scolastico Gianluca Dradi aspetta ancora per il suo liceo scientifico l’arrivo dei banchi e soprattutto dell’organico aggiuntivo fra docenti e bidelli. «Con classi da 26 o 28 abbiamo previsto di ospitare a turno alcuni studenti in laboratorio per seguire le lezioni a distanza, ma servono 4 docenti per la sorveglianza e più bidelli per intensificare la pulizia e sorvegliare i 10 ingressi delle due sedi. Poi abbiamo un problema con la palestra che la succursale divide con l’istituto Morigia, se non si trova uno spazio aggiuntivo si compromette il diritto dei ragazzi a fruire delle ore di educazione fisica».

Incertezze

Molte le incertezze infine anche sulla responsabilità penale dei dirigenti in caso di contagi vista la vaghezza dei protocolli nazionali, in un momento nel quale viene superata l’annosa questione delle reggenze. «Siamo usciti da una fase cupa – racconta Edera Fusconi della Uil – con la copertura nel 2019 di tutte le reggenze e quest’anno dell’85%». Per Ravenna con la nomina all’Ic San Pier Damiano, rimane in reggenza Ic Pazzi di Brisighella. Per Maura Consoli di Cisl scuola non c’è sufficiente chiarezza mentre si aspettano risposte da tavoli tecnici. «Occorre aprire le scuole in sicurezza, la paura fra i docenti cresce, ci saranno le risorse aggiuntive? E i docenti fragili e quelli con gli esiti da Covid, che sono stati in terapia intensiva? Come garantire la ripresa?».

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