«La legge è la legge, ma sulle piste ciclabili c’è margine di miglioramento, così come sulla tutela della sicurezza dei ciclisti». In sintesi, sono queste le reazioni dei referenti delle principali associazioni di ciclisti del Riminese, di fronte al cittadino sanzionato sulla Marecchiese perché pedalava fuori dalla ciclabile.

La strada da fare
Tuttavia, nonostante Pedalando e Camminando, Ciclisti urbani e la Società polisportiva pedale riminese, ritengano che non ci sia alcun motivo per provare stupore, il fatto che un riminese abbia ricevuto dai carabinieri una sanzione amministrativa di 25 euro perché pedalava sulla carreggiata ha presto fatto il giro del web. E se il rispetto del Codice della strada «è incontestabile», come dichiarano all’unisono sia Sandro Luccardi che Nicola Gobbi e Giovanni Gamberini, sono diverse le urgenze che i ciclisti pongono all’attenzione degli amministratori. In primis, piste ciclabili «percorribili con più facilità, con meno interruzioni», come ravvisano Luccardi e Gamberini, presidenti di Pedalando e Camminando e Società polisportiva pedale riminese.
«Se le reti ciclabili fossero più connesse – afferma Luccardi – gli stessi ciclisti preferirebbero stare sulla pista ciclabile, ma se in quasi tutte le intersezioni è necessario uscire dalla pista, andare sulla strada e rientrare, allora è più complicato e decisamente più scomodo».
Un altro aspetto su cui riflette Sandro Luccardi è quello del numero «ancora troppo alto di incidenti a carico dei ciclisti, che nel Riminese, a fronte di una diminuzione del 50% di quelli automobilistici dal 2000 al 2020, non sono calati affatto. Erano circa 250 allora e circa 250 sono ancora oggi». Secondo Luccardi, un motivo c’è: «Non diminuiscono perché anche se le priorità, a livello di principio, nella mobilità, sono date a pedoni e ciclisti, nella pratica al primo posto ci sono ancora gli automobilisti».

Controllate le auto
«Più controlli da parte delle forze dell’ordine sulle cause principali di incidenti, tra cui eccesso di velocità, mancata precedenza e distrazione alla guida» è quanto richiede invece Gobbi, referente di Ciclisti urbani, che rammenta come «i responsabili degli incidenti stradali, anche nel comune di Rimini, sono quasi esclusivamente gli automobilisti».
Secondo Gobbi, infatti, «è una questione di priorità». «Chi scegliamo di tutelare, tra gli utenti della strada?» si chiede quindi il fondatore di Ciclisti urbani, che ricorda come «indispensabile, per agire sulla sicurezza dei ciclisti, sia sensibilizzare chi usa la bicicletta alle buone prassi, come l’utilizzo delle luci o la fruizione delle piste ciclabili, ma anche e soprattutto sensibilizzare l’utenza forte, quella motorizzata». «Partiamo sanzionando chi mette in atto i comportamenti più pericolosi – conclude Gobbi – tra cui la mancata precedenza, anche quella ai pedoni sulle strisce pedonali o ai ciclisti negli attraversamenti ciclabili».
D’altronde, di fronte a una “giungla” di norme che mirano a disciplinare anche il comportamento dei ciclisti, il rischio, come espresso scherzando dallo stesso biker multato sulla Marecchiese, è di arrivare a dire: «Basta, “appendo la bicicletta al chiodo”, e vado a piedi».

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