Rimini, infiltrazioni camorristiche: “Zio Pio” è il presunto capo della banda sgominata dalla Finanza

E’ il “famoso” Zio Pio il presunto capo dell’organizzazione sgominata questa mattina dalla operazione della Guardia di Finanza di Rimini. Pio Rosario De Sisto, 62 anni, era recentemente salito alla ribalta per essere stato ferito in un agguato lo scorso 23 settembre davanti alla sua abitazione di Borghi. Una figura che secondo le indagini si trova al vertice di una associazione malavitosa con presunti collegamenti con elementi della camorra napoletana.

Rosario De Sisto, detto “Zio Pio”

Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, con la collaborazione dei colleghi di Avellino, Bari, Caserta, Forlì-Cesena, Milano e Napoli, hanno dato avvio, alle prime luci dell’alba di stamani, ad una vasta operazione di polizia denominata “PAPER MOON 2”, in Emilia Romagna ed in contemporanea in Campania, Puglia e Lombardia, che ha disarticolato il tentativo di soggetti di origine campana, quasi tutti pregiudicati, di insinuarsi nel settore turistico – ricettivo di questa provincia.

Oltre 50 militari della Guardia di Finanza, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Rimini con il supporto dei Reparti territoriali locali, stanno eseguendo un’ordinanza provvedimento del G.I.P. presso il Tribunale di Rimini con cui sono state disposte 6 misure cautelari personali (2 custodie in carcere in provincia di Caserta e Forlì-Cesena, 1 domiciliare e 3 obblighi di presentazione alla p.g. a Rimini)per i reati di trasferimento fraudolento di valori, estorsione, usura, abusiva attività finanziaria, furto aggravato, detenzione abusiva di armi. In corso anche 13 perquisizioni domiciliari e presso sedi di società.

Nel contempo le Fiamme Gialle hanno eseguito un decreto con il quale lo stesso G.I.P. ha ordinato il sequestro preventivo, nelle province di Rimini e Bari, per un valore complessivo di 213 mila euro delle quote sociali e dei beni aziendali di una società e di una ditta individuale, fittiziamente intestate a prestanomi, operanti nella provincia di Rimini nel settore turistico ricettivo.

La gestione di un hotel e di un bar

Le investigazioni svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Rimini hanno permesso di far emergere l’esistenza di un gruppo di persone stabilmente stanziato nella provincia riminese, composto da soggetti di origine campana, che dall’anno 2015 hanno gestito in forma occulta un hotel ed un bar sul lungomare di Rimini.

Le indagini, hanno inoltre permesso di acquisire elementi in ordine a reati di usura ed abusiva attività finanziaria commessi nei confronti di imprenditori romagnoli con tassi dal 60% al 99%.

Non meno significativa la circostanza che i correi, per abbassare i costi di esercizio di gestione di un locale pubblico sulla spiaggia, si sono resi responsabili del reato di furto attraverso il metodo del “magnete”.

Le indagini hanno reso possibile documentare le fasi evolutive del gruppo, che in breve tempo, è riuscito a infiltrarsi nell’economia legale della Romagna, controllando diverse attività economiche. Inoltre venivano commesse estorsioni evocando la loro appartenenza alla camorra. Infine, la banda intestava a terzi ingenti patrimoni e attività commerciali.

In particolare, è emerso che gli indagati, nonostante un’apparente situazione reddituale insufficiente a soddisfare i fabbisogni primari, in realtà manifestavano un’elevata disponibilità economica, derivante – come chiarito dalle intercettazioni telefoniche e ambientali – dalla loro partecipazione occulta in numerose società operanti nel lucroso settore turistico ricettivo, intestate a prestanome, nonché dai reati di abusiva attività finanziaria, usura ed estorsione commessi.

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