“Zio Pio”, basta la parola: un alone di rispetto nel mondo della mala, fino all’agguato di Borghi

Quarantatré capi di imputazione, 29 imputati, prossima udienza tra due settimane. È in corso a Rimini davanti al Tribunale il processo relativo all’operazione “Idra”, indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Rimini. Cinque anni fa gli investigatori scoprirono la presenza in Riviera di un agguerrito avamposto criminale con dei legami in Campania con un clan camorristico. A processo, assieme ad altri 25 imputati (tre hanno scelto riti alternativi), c’è proprio Pio Rosario De Sisto, 62 anni (difeso dall’avvocato Piero Venturi), uno dei principali accusati obiettivo dell’agguato fallito giovedì nel Cesenate a Borghi. Il suo nome all’epoca figurava nella lista degli arrestati, tra Rimini e Napoli, del 1 marzo 2016.
Fino all’inchiesta riminese (denominata Operazione Idra) il personaggio in questione era un perfetto sconosciuto per gli investigatori.

Un signor nessuno, che invece, stando al tenore delle intercettazioni, negli ambienti della mala, non soltanto locale, veniva preceduto da una certa “fama”. Dicevi “zio Pio” e bastava la parola. L’alone di rispetto gli consentiva di risultare estremamente persuasivo nei confronti degli interlocutori senza la necessità di adottare metodi brutali. Secondo l’accusa, De Sisto, per gli investigatori, era una specie di manovratore autorevole e carismatico che non si limitava a dispensare consigli, ma dettava tempi e modi delle condotte illegali e decideva sulla ripartizione dei proventi da assegnare agli associati. Lui, che nega tutto, in tempi più recenti si era ritrovato parte offesa in un’altra vicenda (operazione “Hammer”) in cui gli investigatori ipotizzano una “guerra” tra bande rivali. I nuovi, già allora dovevano fargli paura. In una conversazione intercettata diceva: «Ci sono quattro cani sciolti che vogliono prendersi la piazza: a uno tagliano il dito, a uno tirano un cazzotto in faccia, a un altro sull’occhio, ma qua è stata sempre una terra dove si è stati nella grazia di Dio, mi sono spiegato? È sempre stata una terra di magliari, gente che vende le maglie, chi è venuto su perché voleva fare questo, voleva fare quello, si è trovato sempre male, perché questa è una terra che lo stesso napoletano che ha il bar, l’attività, vuole stare tranquillo: mi sono spiegato?». Ma forse qualcuno vuole fargli pagare proprio quelle parole.

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