Vanno a bando i servizi per la popolazione adulta più fragile e per il contrasto all’estrema povertà: a disposizione ci sono 800 mila euro, suddivisi in tre lotti per la gestione del dormitorio di via Torre; lo sportello di accesso, definito dal progetto “Stazione di posta” e infine l’attività degli operatori di strada. Ma nel capitolato d’appalto all’articolo 11 appare, per la prima volta, un divieto destinato a far discutere, ovvero quello per ciascun aggiudicatario di fornire agli organi di informazione «qualsiasi notizia, dato, intervista o dichiarazione attinente il servizio svolto, se non preventivamente e formalmente autorizzato dalla stazione appaltante», leggi il Comune.
La blindatura mediatica si compie con le previste sanzioni in caso di violazione del divieto e l’applicazione di una penale, con il Comune pronto a esercitare «l’eventuale diritto al risarcimento per danno d’immagine».
Insomma solo comunicati stampa, foto di eventuali tagli del nastro e poco altro, se non preventivamente autorizzato.
Procedura sulla quale uno degli attuali gestori del servizio di dormitorio porrà un quesito prima del 14 ottobre, termine di scadenza del bando.
Una limitazione non da poco per le cooperative sociali, impegnate a garantire servizi specifici e a far conoscere le proprie attività, e per i media, visti i consolidati rapporti, volti alla massima tutela dell’utenza più fragile. Si vedano i report sul dormitorio in occasione di situazioni particolari, eventi climatici anomali (soprattutto le ondate di freddo invernale) o emergenze.
E che si tratti di una sorta di novità lo conferma anche il direttore del Solco Giacomo Vici: «Non ricordo una limitazione del genere approfondiremo il capitolato e chiederemo informazioni. Per noi è importante poter comunicare, specie se possiamo dare notizie positive».