Ravenna. Ponte mobile, dai topi all’asfalto scivoloso: 16 anni di intoppi

Ravenna

Serviranno due settimane di chiusura all’inizio di settembre per garantire la manutenzione straordinaria del ponte mobile sul Candiano, opera inaugurata il 3 luglio 2010 e oggi considerata ormai obsoleta dall’Autorità di sistema portuale che la realizzò, affidando i lavori a Cmc. Soffocata da un volume di traffico veicolare che supera i 30 mila mezzi al giorno, per un totale di 10 milioni di transiti annuali, in sedici anni di vita ha registrato difficoltà nell’apertura per consentire il transito di barche, ripetuti guasti e periodici inconvenienti alla viabilità, tanto che dal 2021 è in essere un accordo quadro quadriennale, poi prorogato, per l’affidamento della manutenzione e gestione del Ponte nonché per l’attività di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere strutturali ed impiantistiche per un valore complessivo di 4.967.155 euro. In tutto quasi 5 milioni di euro spalmati su più annualità, per interventi che hanno richiesto cifre inferiori alla quota annuale prevista.

La cronistoria

Il manufatto inaugurato dall’allora sindaco Fabrizio Matteucci e dal già presidente di AP Giuseppe Parrello fu salutato come una vera liberazione per la viabilità cittadina gravata dal traffico pesante e di fatto inibita dall’uso del precedente ponte galleggiante a pedaggio. L’apertura scatenò la protesta dei 13 dipendenti della Silm, società di gestione del ponte galleggiante, senza più lavoro. L’opera, costata 11 milioni di euro, ebbe una gestazione più lunga di due anni rispetto a quanto previsto, errori nelle saldature e altri inconvenienti ne ritardarono la nascita. Nel 2013 il ponte non si aprì al passaggio della barca che ospitava l’effige della Madonna Greca, tanto che fu necessario uno sbarco di fortuna per completare la cerimonia religiosa in città. Con sorpresa la colpa del guasto fu attribuita ad alcuni topi con la predilezione per i cavi elettrici, problema non di facile soluzione che impegnò a lungo il soggetto gestore del ponte. Nel 2014 in previsione di una veleggiata lungo il Candiano la struttura rimase inesorabilmente chiusa, prendendo così l’appellativo di Ponte immobile, tanto da far naufragare l’iniziativa. Il problema dell’asfalto scivoloso sul ponte mobile di Ravenna sul canale Candiano si è verificato principalmente nel giugno del 2023; una resina, applicata durante i lavori di rifacimento del manto stradale risultò estremamente scivolosa in caso di pioggia, causando incidenti, la conseguente chiusura immediata della struttura e la successiva fresatura e miglioramento dell’aderenza. In epoca recente, nel 2025, da metà agosto ai primi di settembre fu il turno dei giunti stradali, la verifica dei cilindri, la sostituzione di alcuni sensori; in precedenza a creare problemi era stata l’asfalto, considerato scivoloso da automobilisti e autotrasportatori.

Del ponte ha parlato in una recente seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata al porto il presidente di Autorità di sistema portuale, Francesco Benevolo, «una macchina che ha bisogno di continue manutenzioni per garantire la sicurezza», mentre rimane ancora un’ipotesi la realizzazione di un secondo attraversamento del canale Candiano. Per la costruzione di un nuovo ponte su via Trieste, ha ricordato Benevolo, occorrono 70 milioni di euro, al momento non disponibili.

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