Ravenna, le palme di sant’Apollinare Nuovo si stanno seccando: ecco la causa

Ravenna

Non c’è scampo in città neanche per le palme che dal dopoguerra ingentiliscono la severa facciata della basilica di Sant’Apollinare Nuovo: da qualche tempo l’immagine da cartolina del monumento Unesco, presente in tutte le foto dei turisti provenienti da ogni angolo del mondo, è ingiallita. Quattro delle otto palme da giardino poste nella piccola aiuola appaiono secche e le restanti quattro rischiano di subire la stessa sorte. Non si tratta però di un caso fortuito, ma più probabilmente ancora una volta di vittime illustri del lepidottero che sta decimando le palme di parchi e giardini privati, ovvero: la Paysandisia Archon, una farfalla originaria del Sud America, in particolare da Argentina, Brasile e Uruguay. Una specie aliena che ha trovato, complice l’aumento delle temperature, condizioni favorevoli per svilupparsi e proliferare e che si va ad aggiungere al ricco bestiario che popola aree verdi, fiumi, valli come il granchio blu, il gambero della Louisiana, la cimice asiatica o la zanzara tigre. Tutti animali senza predatori capaci di contenerne la diffusione. Nel caso delle palme, come raccontato dal Corriere nei mesi scorsi interpellando l’agronoma Valeria Mariani e il dottore forestale Luca Copertino, esistono solo trattamenti preventivi per salvare le piante. Gli esemplari adulti delle farfalle depongono le uova in cima alle palme, le larve poi si sviluppano rosicchiando le foglie più giovani e piano piano indeboliscono la pianta sino a decretarne la morte.

Il da farsi

Dalla curia, proprietaria della basilica, al momento nessun commento, anche se l’intenzione è quella di verificare lo stato di salute delle piante ornamentali, immortalate nelle decorazioni in mosaico della navata centrale della basilica, voluta dal re goto Teodorico nel VI secolo, dove appaiono nelle teorie dei Martiri e delle Vergini. Mentre per piazza Arcivescovado e per piazza San Francesco la proprietà dell’Arcidiocesi è certa, tanto che quest’ultima si occupa della cura del verde, nel caso della piccola area di fronte alla basilica, visibile in una foto del 1928 ancora priva di aiuola, andrà verificata la proprietà tra curia, Comune e Soprintendenza. Recente il caso controverso dei pini storici che circondano il mausoleo di Galla Placidia e la basilica di San Vitale di proprietà della curia ravennate; secondo una perizia del novembre del 2025 i pini erano da abbattere mentre il tavolo tecnico aperto tra l’Arcidiocesi e gli enti preposti ha stabilito il loro salvataggio, con grande soddisfazione delle associazioni ambientaliste mobilitate. I pini di oltre 70 anni sono rimasti al loro posto, con la precauzione di chiudere al pubblico il sito esclusivamente durante le allerte meteo. La Soprintendenza nel caso delle ben più discrete palme di Sant’Apollinare Nuovo potrebbe in ogni caso, al di là della titolarità della piccola area, porre dei vincoli precisi nell’eventualità dell’abbattimento delle piante morte e di una loro sostituzione, sempre lepidottero sudamericano permettendo.

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