RAVENNA - Daniel Okolo è un giocatore della Juventus. Il giovane attaccante, oggi 18enne, ha tirato i primi calci nell’Endas Monti. Di lui si ricordano in tanti. Quelli che l’hanno visto giocare da piccolissimo nel campo, a due passi da via Gulli, potevano immaginare che sarebbe arrivato in alto, ma forse neppure i più ottimisti avrebbero osato pronunciare il nome della Juventus. Già all’età di 7 anni, Daniel aveva mostrato caratteristiche uniche che ancora oggi lo contraddistinguono: velocità, potenza e fiuto del gol. La squadra dei nati nel 2007 vinceva tutte le partite e Okolo era la star indiscussa. Segnava almeno tre gol a partita e ne faceva segnare altrettanti ai suoi compagni. Era un bambino tranquillo e silenzioso, ma quando scendeva in campo si trasformava in un’imprendibile saetta e ben presto le squadre più importanti del territorio hanno messo gli occhi su di lui.
La Monti è la società più multietnica del territorio. Il campo sportivo sorge nel cuore del quartiere più popoloso della città e proprio in quegli anni era nato un progetto di sport e integrazione. L’artefice di quel progetto è Francesco Stucci che nel 2012 decise di fare rinascere il settore giovanile della società: “Ripartimmo da una ventina di ragazzi - ricorda Stucci, che per anni è stato presidente della società e oggi è il responsabile del settore giovanile -. Poi siamo cresciuti anno dopo anno. Daniel ha fatto parte di un’annata straordinaria: quella dei 2007. Okolo era la punta di diamante, ma ci sono tanti altri suoi compagni di squadra che si stanno togliendo delle soddisfazioni. Quando vedemmo giocare Daniel, capimmo subito che si trattava di un vero talento. Dotatissimo fisicamente e dal punto di vista tecnico, trascinava la squadra a continue vittorie. Sapevamo che la sua strada era un’altra e favorimmo il suo trasferimento a Cesena dove avrebbe potuto coltivare tutte le sue potenzialità. Oggi siamo orgogliosi che Daniel abbia centrato un traguardo così importante. Se lo merita e per noi è un grande stimolo a proseguire nel lavoro che stiamo facendo”. Dopo avere militato nel settore giovanile del Cesena, l’anno scorso Okolo ha giocato nella Triestina in serie C, disputando 10 partite e segnando un gol. È stato il suo trampolino di lancio.
Per Stucci la Monti è prima di tutto un progetto sociale, educativo e sportivo: “Siamo una società di quartiere e come tale dobbiamo comportarci. Non abbiamo grilli per la testa. Se avessimo trattenuto i ragazzi di quell’annata oggi avremmo uno squadrone, ma non è questo il nostro compito. Dobbiamo lavorare per educare, integrare e insegnare calcio. Oggi abbiamo oltre 300 iscritti, di questi 150 hanno origini straniere e 80 sono ragazze. Siamo una realtà eterogenea, di cui siamo orgogliosi e alla quale dedichiamo tanto tempo”.
Nell’Endas Monti le scarpe da calcio non si buttano via. Chi acquista un nuovo paio perché il piede è cresciuto, lascia le vecchie a Francesco Stucci. Le scarpe finiscono in magazzino a disposizione di chi non può permettersene di nuove: “Qui funziona così da anni - conclude -. Lavoriamo in un contesto con tantissime energie e voglia di emergere. Tantissimi bambini si avvicinano a noi, li accogliamo e li inseriamo in un contesto fatto di regole e rispetto. Sono convinto che Daniel sia soltanto il primo di tanti ragazzi cresciuti alla Monti destinati a far parlare di sé”.