Un grande cimitero di giovani pini. Così appare, in questi giorni, il nascente bosco a lato di via Trieste promesso ai ravennati come compensazione all’arrivo del rigassificatore. Le piante secche sono decine e decine e risaltano tristemente, anche da lontano, con le loro chiome rosse bruciate dal sole. La realizzazione dell’area verde di circa 80 ettari, destinata a diventare un prezioso polmone a beneficio del territorio, è a cura del colosso energetico Snam. Le prime piantumazioni risalgono ad alcuni mesi fa, ma maggio sembra essere stato fatale alla maggioranza dei pini che sarebbero dovuti diventare i giganti verdi tra il mare e la città. Il reportage fotografico, a cura di Massimo Fiorentini, è impietoso e mostra numerosi alberi completamente secchi.
Le temperature registrate a maggio, fino a 10 gradi superiori alla media stagionale e con punte oltre i 30 gradi, avrebbero richiesto una quantità d’acqua straordinaria per le giovani piante che non sono riuscite a superare lo stress. Ora lo spettacolo è desolante. «A breve è previsto un sopralluogo dell’amministrazione per verificare lo stato di avanzamento dei lavori del grande parco - commenta Giancarlo Schiano, assessore al Verde pubblico e alla riforestazione - e solo in quel momento entrerò nel merito della situazione. Posso però anticipare che qualora dovesse essere confermata la morte dei pini, sicuramente Snam dovrà procedere a piantarne altrettanti e curare al meglio la loro crescita. Il contratto sottoscritto con l’azienda prevede che per i primi tre anni la gestione del verde sia completamente a suo carico. Dal canto nostro vigileremo e ci assicureremo che il progetto proceda secondo gli accordi».
Nella fase di presentazione alla comunità del progetto il Comune ha sottolineato che l’area rinaturalizzata si estenderà su 80 ettari e sarà attraversata da percorsi ciclopedonali, con ambienti tipici del territorio e ‘abitato’ da circa 70mila piante, tra le quali 11mila pini. La zona sarà caratterizzata dalla presenza di dune morbide, prati che si inondano periodicamente, boschi, siepi e habitat tipici della zona costiera. Saranno anche creati prati salmastri sfruttando la presenza di suoli a contatto con le acque sotterranee della vicina Piallassa, e saranno ricostruiti piccoli boschi che rievocano la natura originaria del territorio.