Ravenna e l’indagine sui migranti, De Pascale: “Cambiare la legge, non i medici”

Ravenna
  • 17 febbraio 2026

Il medico “non dice che la persona va rilasciata: il medico fa una diagnosi, la responsabilità di liberare questa persona è dello Stato”. Quindi “correggano questa norma, perché non la può correggere un medico: la può correggere solo il Parlamento”. Il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, torna così sull’indagine aperta a Ravenna sui medici dell’ospedale Santa Maria delle Croci. “Come il Governo dice che, fino a che non viene provata la responsabilità, esprime solidarietà alle Forze dell’ordine- premette De Pascale, questa mattina a margine dell’Assemblea legislativa - la Regione Emilia-Romagna, fino a che non viene provata la responsabilità di un nostro medico o di un nostro infermiere, sta con i nostri medici e i nostri infermieri e ne difende l’onorabilità e la presunzione di innocenza”. De Pascale ci tiene poi ad approfondire la questione. “Oggi, se una persona è socialmente pericolosa e ha una malattia infettiva, la norma italiana prevede che venga rilasciata - sottolinea il presidente - se non ha una malattia infettiva, va al Cpr. Ma siamo un Paese normale? L’accettiamo questa cosa? Che se una persona doveva essere indirizzata all’espulsione e ha una malattia infettiva, non è che va in un luogo dove viene curata ma viene liberata. Se una persona viene diagnosticata con una patologia psichiatrica ed è socialmente pericolosa, ha commesso reati, la legge italiana prevede che venga lasciata. Ma è umano e soprattutto è sicura questa cosa?”, insiste De Pascale.

Quindi, afferma il presidente, “al di là della responsabilità penale, che è personale, c’è anche un tema che ai medici scarichiamo sulle spalle una responsabilità enorme. Perché il medico non dice che la persona va rilasciata: il medico fa una diagnosi, la responsabilità di liberare questa persona è dello Stato”. Quindi, sollecita de Pascale, “correggano questa norma, perché non la può correggere un medico: la può correggere solo il Parlamento”.

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