Ravenna, cripta di San Francesco ripulita ma resta il mistero sui sedimenti

Ravenna

Dopo la pulizia della cripta allagata della basilica di San Francesco, ricoperta da sedimenti che impedivano ormai la vista dei mosaici pavimentali, resta da capire l’origine di un fenomeno mai osservato prima. L’allarme lanciato dalle guide turistiche aderenti a Confcommercio è arrivato a poche ore dalla pulizia annuale effettuata dai vigili del fuoco a titolo volontario. Due gli elementi anomali: l’operazione si è svolta a settembre e non come avviene di solito a maggio – giugno e soprattutto sul finire di un’estate dalle elevate temperature e da numerose ondate di calore. Circostanza questa che non può non avere influito sulla falda freatica presente in città già a un 1,5 metri di profondità, definita dal carattere diffuso e non confinato, alimentata dalle precipitazioni e regolata da un regime di dragaggio meccanico che permette di tenere all’asciutto la città. Dalla professoressa Beatrice Giambastiani, dell’università di Bologna, che si occupa di ricerche idrogeologiche in ambito costiero e di monitoraggio ambientale di acque superficiali e sotterranee, arriva l’invito a monitorare la situazione e a valutare nel corso dei prossimi svuotamenti programmati il prelievo di campioni d’acqua per valutare la torbidità. «Non sono in grado di valutare quanto è successo, di certo la falda acquifera nella parte più superficiale è esposta alle oscillazioni di temperatura stagionale. E in questa estate anomala la falda ha evidenziato temperature superficiali più alte. Poi c’è da considerare che anche le temperature alte all’interno della chiesa possono influire». A Ravenna l’acqua è ovunque sotto i piedi di chi la percorre ma non si vede ormai da oltre un secolo tra tombamenti e digressioni. «Non è facile dare una risposta al fenomeno – spiega il direttore dell’Ente parco del Delta del Po, Massimiliano Costa - circa la presenza di sedimenti, tenderei ad escludere la presenza di alghe, i sedimenti possono essere attribuiti a nutrienti come composti azotati che possono dare vita a fioriture batteriche che amano il caldo e il buio. Quando non piove per lungo tempo la falda si abbassa». Dopo l’intervento delle guide con la presidente presidente del sindacato di Confcommercio Federica Mazzotti, che aveva richiamato la necessità di preservare uno dei luoghi simbolo della città, inserito nei percorsi che valorizzano il patrimonio storico e monumentale ravennate, padre Ivo Laurentini, rettore della basilica, coinvolto personalmente ogni anno nella pulizia della cripta, ha programmato una seconda pulizia annuale per mantenere l’acqua limpida e i mosaici ben visibili.

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