Un’avventura in solitaria lunga 150 chilometri. Tutta a piedi e con zaino in spalla, dove il peso maggiore sarà quello delle attrezzature fotografiche destinate a immortalare le bellezze del Parco del Delta del Po. Protagonista di questo cammino è Massimiliano Masci, che per anni ha ricoperto il ruolo di guida ambientale escursionistica e in passato ha svolto attività come guardia ecologica volontaria e censitore per conto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). L’amore per la natura lo porterà a compiere questo viaggio: «Attraverserò luoghi che in gran parte già conosco, ma sarà la prima volta in cui mi immergerò in maniera così intima e profonda con le terre del parco del Delta del Po. La mia avventura vuol essere un invito a scoprire la magia di queste terre, così vicine a noi ma di cui molti forse ignorano la bellezza. Vuole essere uno spunto. Ogni tappa si concluderà in una struttura ricettiva del territorio dove riposare e recuperare le forze per il giorno successivo».
Masci, laureato in Scienze naturali, abita a Marina di Ravenna e partirà sabato 23 maggio proprio dalla località sul mare per raggiungere il cuore del Delta del Po. Lungo il percorso lo attendono natura incontaminata e silenzi mozzafiato. Masci attraverserà sei tappe simboliche del territorio deltizio: Lido di Spina, Comacchio, Lido di Volano, Gorino, Tolle e Porto Levante, fino ad arrivare alla suggestiva torre sulla foce dell’Adige, nella spiaggia di Rosolina Mare in provincia di Rovigo. «Parto da casa mia per raggiungere uno dei luoghi a cui sono più affezionato – sorride Masci -. Ho attraversato queste zone diverse volte in gruppo, ma non erano le condizioni ideali per scattare fotografie. L’arrivo di più persone spaventa molto gli animali, questa volta sarò da solo e conto di cogliere dei bellissimi scatti. In questo periodo ci sono tanti uccelli diversi: trampolieri, aironi, cavalieri d’Italia, fenicotteri, sterne. I soggetti che sogno maggiormente di fotografare sono i rapaci, per cui nutro una vera passione. Spero di incrociare il falco di palude e l’albanella minore. Nel parco ci sono anche i lupi ma hanno abitudini più notturne, sarà più probabile che incontri daini e cervi».
Il viaggio potrebbe riservare anche altri incontri: «Spero di imbattermi in qualche vecchio pescatore o frequentatore del Delta. Li potrei anche intervistare in modo da arricchire il reportage che intendo fare al termine del viaggio. Sarà un racconto per immagini, musica e testimonianze nella speranza di suscitare curiosità e indurre le persone a scoprire il Parco del Delta del Po in punta di piedi».