Ravenna, “Via i cartelli Bologna Mare”: petizione online, già 965 firme

RAVENNA – In un giorno ha raggiunto le 965 firme la petizione lanciata sul portale Change.org per ottenere dal Comune l’abolizione della dicitura turistica Bologna Mare per identificare Lido di Savio. Nuova puntata per la soap opera che ha rallegrato l’estate ravennate. È bastata l’installazione alle porte della località del cartello turistico con la nuova dicitura, così come annunciato dal servizio turismo al termine di un sondaggio estivo, che subito è partita la protesta online di residenti e amanti del lido. La curiosa iniziativa del cambio di denominazione è nata dall’idea di modificare il nome offrendo due varianti sempre in salsa bolognese: Bologna Mare o Bologna Marittima, in memoria di una primogenitura della località negli anni Cinquanta, da parte di alcuni imprenditori e turisti felsinei.

Una consuetudine e una presenza anche goliardica rispetto alla vicina ed elegante Milano Marittima che nel tempo si era diluita lasciando posto a bagnanti e villeggianti di tutt’Italia e del nord Europa, ma non nella memoria di coloro che hanno lanciato l’iniziativa, appoggiata e fatta propria dal Comune. Riccardo Girardi lanciando la petizione spiega: «Hanno fatto un ridicolo sondaggio su 2000 persone? Chiediamo di abrogare questa bruttura raccogliendo firme in un numero 10 volte più grande».

A motivare la protesta che corre in rete è la perdita di territorio e di identità ravennate e romagnola. Impietosi e divertiti i commenti e i meme sui social, dal più gettonato: “Qui siamo in Romagna” a “Bologna non ha il mare”. Tema questo toccato anche da Matteo Salvini qualche giorno fa in tour elettorale in città, che in piazza del Popolo si chiedeva: «Bologna Mare: ma qui non siamo in Romagna?». Per ora dipende dal colore dei cartelli. Almeno fino alla prossima estate. Poi si accettano scommesse.

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