Qualche assembramento in entrata, la scomparsa della ricreazione lunga, e poi ancora i sorrisi dal posto e qualche pianto per i più piccoli, non per le regole nuove anti Covid, ma per la mamma rimasta fuori dall’aula nel primo giorno di scuola. L’anno è iniziato e si cerca di ritrovare un po’ di quella normalità perduta a febbraio con la chiusura improvvisa.

Il preside e la bici

Disorientati gli studenti, straniti i nuovi docenti, i primi giorni sono difficoltosi per tutti, ma a non tutti capita di essere “scortato” al liceo scientifico in bicicletta dal preside Dradi. «Alle 9 ho fatto un giro in succursale, un’alunna di prima stava entrando in ritardo così l’ho accompagnata in classe, ma i posti erano tutti occupati, dopo una verifica con l’insegnante abbiamo trovato lo studente in più, che in realtà era atteso in sede in un’altra sezione. Così mi sono offerto di accompagnarlo in bicicletta; sprovvisto della chiave per aprire la sua bici, ci siamo incamminati da via Marconi verso via Battisti, poi vista la distanza per farlo arrivare in classe prima, ho deciso di caricarlo sulla bici e così siamo rientrati entrambi». Il dirigente attende 10 docenti ancora da nominare e 2 dell’organico aggiuntivo, per tutta la settimana quindi 38 ragazzi continueranno la didattica a distanza.

Raffreddore sospetto

All’istituto professionale Olivetti Callegari il dirigente Salvatore Metrangolo attende la visita della ministra Azzolina, intanto non nega i problemi di adattamento alle nuove regole. «I ragazzi hanno vissuto un’estate diciamo normale, ora si ritrovano in ambienti pieni di regole. La scomparsa della ricreazione e la mancata socializzazione è la cosa più dura a cui adeguarsi. Abbiamo sperimentato anche le procedure anti Covid. Un ragazzo ha avvertito sintomi da raffreddamento. Lo abbiamo portato nella stanza Covid, gli abbiamo misurato la febbre, con esito negativo, avvertito la famiglia, che è venuta a prenderlo e muoverà i passi necessari con l’Ausl».

Le regole

Dirigere un istituto comprensivo a Cotignola e tenerne in reggenza uno a Cervia in era Covid non è una passeggiata, ma Paolo Taroni è soddisfatto del primo giorno. «C’è una gran voglia di scuola, certo è faticoso ma ho trovato tanta collaborazione. Credo che anche dopo il Covid si dovrebbe salvare una maggiore attenzione alle regole, e poi l’abitudine all’utilizzo degli spazi aperti nella primaria per fare lezione quando è possibile. E poi la didattica a distanza integrata, in caso di malattia o di alunni ospedalizzati».

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