Ravenna, siccità primaverile: manca il 10% delle precipitazioni

Il Nord Italia è in allarme per le scarse precipitazioni. Nemmeno la primavera, che per i meteorologi va dall’1 marzo al 31 maggio, è riuscita a colmare la penuria di piogge: «In provincia di Ravenna le precipitazioni della scorsa primavera si sono chiuse con un deficit del 10% rispetto alla media del periodo – commenta il meteorologo Pierluigi Randi –. Di per sé non sarebbe un numero preoccupante, ma si aggiunge alle carenze di piogge che ci portiamo dietro dal 2021. La situazione è abbastanza seria, anche per il fatto che la stagione va verso un periodo in cui le precipitazioni sono irregolari e meno abbondanti. Quindi, a meno che non si verifichi un’estate molto più piovosa rispetto alla media, dovremo fare i conti con il problema della carenza d’acqua almeno fino al prossimo autunno. Rispetto a quanto avviene in Romagna, registriamo situazioni ancora più allarmanti nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, Piemonte e Veneto dove sono mancate le precipitazioni anche nella scorsa primavera. Possiamo notare delle differenze anche tra l’Emilia e la Romagna, con quest’ultima in una situazione leggermente migliore».

Giugno ha per ora riservato un paio di temporali che sono serviti ad alleviare solo in parte la grande sete: «Le precipitazioni del mese in corso sono state modeste. Nel Faentino gli accumuli sono stati tra i 20 e i 30 millimetri, mentre nel Ravennate settentrionale hanno raggiunto i 35-40 millimetri. A Ravenna sono stati attorno ai 20 millimetri, mentre nel Lughese non si è nemmeno raggiunta questa quantità. Siamo soltanto a metà mese, ma per avere un giugno nella norma dovremmo raggiungere i 60 millimetri nel Faentino e i 50-55 millimetri nel resto della provincia».

Le alte temperature contribuiscono a complicare la situazione: «A parte una brevissima fase di fresco, da inizio giugno l’anomalia è stata di circa 2 gradi sopra la media. Tra l’1 e il 6 giugno abbiamo registrato temperature molto alte, con picchi tra i 32 e i 34 gradi, che sono tipiche della stagione pienamente estiva. Dopo un breve intervallo, il termometro è tornato a crescere. Già nella giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr) nel Faentino e nel Lughese si sono raggiunti i 33 gradi e il caldo è destinato ad aumentare. Tra lunedì e martedì prossimi supereremo i 35 gradi, con picchi tra i 36 e i 37. Questi caldi incidono negativamente sulla disponibilità idrica del terreno; attualmente registriamo percentuali di umidità molto basse che vanno dal 50 al 60%. In giornate calde come oggi, il terreno perde molta acqua». E lo scenario non sembra destinato a cambiare a breve: «Per ora non si vedono cambiamenti – conclude Randi –; ci potrebbe essere qualche novità per la seconda parte della prossima settimana, ma è ancora presto per sbilanciarsi».

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