Ravenna scatta l’aumento di stipendio per sindaco e amministratori

E’ bastata una determina comunale per definire in numeri e scatti progressivi gli aumenti di stipendio di sindaci e assessori, così come previsto dalla legge di stabilità 2022. Ma i primi cittadini non avranno tutto e subito.

La legge indica scatti fino al 2024 coperti con risorse statali: parametro unico di riferimento è il trattamento economico base corrisposto ai presidenti di Regione, fissato in 13.800 euro lordi al mese. Se ai sindaci metropolitani andranno aumenti del 100%, per quelli a capo di un capoluogo di provincia con più di 100mila abitanti, come Ravenna, va l’80% dei 13.800 euro lordi mensili, (11.040 lordi).

I numeri

Nel 2022 l’indennità di funzione sarà adeguata al 45%, nel 2023 del 68% in base alla differenza che corre tra gli stipendi attuali dei sindaci e il nuovo importo a regime a decorrere dal 2024. Al sindaco Michele De Pascale che fino al 2021 ha percepito un’indennità di carica di 5.362 euro lordi mensili vanno a 7.917 euro lordi, che saliranno a 9.233 dal 1° gennaio del 2023 per arrivare agli 11.040 dal primo gennaio 2024. Per il vicesindaco Eugenio Fusignani l’adeguamento corrisponde al 75% dell’indennità del sindaco, e quindi passa da 4.021 euro lordi del 2021 ai 5.937 euro del 2022 e ai 6.917 del 2023 per arrivare a 8.280 nel 2024. Per assessori comunali e per il presidente del consiglio comunale l’adeguamento si ferma al 60% sull’indennità del sindaco così che le retribuzioni passano dai 3.217 euro lordi del 2021 ai 4.750 euro del 2022 ai 5.533 euro del 2023 fino a 6.624 euro lordi nel 2024.

I Comuni

Il Governo ha motivato l’aumento con la necessità di colmare la distanza di trattamento tra primi cittadini e gli eletti in Regione e in parlamento. Scorrendo la suddivisione per numero di popolazione, l’incremento di stipendio è fissato al 70% del suddetto trattamento economico del presidente di Regione (13.800 euro lordi mensili), per i sindaci dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 100mila abitanti; del 45% per i comuni sopra i 50mila abitanti (Faenza), del 35% per i municipi dai 30.001 a 50mila abitanti (Lugo), del 30% da 10.001 a 30mila abitanti (Cervia), del 29% da 5.001 a 10mila abitanti, del 22% da 3.001 a 5mila abitanti e del 16% per i sindaci di comuni più piccoli con popolazione fino a 3mila residenti.

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