Ravenna rivede i turisti invernali nonostante la pandemia

La pandemia non ha frenato i turisti che, a cavallo del Capodanno, hanno deciso di concedersi una visita alla città d’arte. Musei, basiliche e mosaici hanno rappresentato un ottimo diversivo per dimenticarsi dei bollettini giornalieri su contagi, quarantene e green pass: “Da qualche giorno il lavoro si è intensificato – conferma la guida turistica Federica Mazzotti, della cooperativa Il Papavero -; abbiamo registrato un particolare movimento il 30 e il 31 dicembre e il 2 e il 3 gennaio. Finalmente si sono riviste le famiglie e anche piccole comitive. Nella maggior parte dei casi si tratta di italiani, ma abbiamo lavorato anche con tedeschi e francesi. La pandemia, con la recrudescenza dei contagi, ha sicuramente frenato i grandi flussi, ma non possiamo lamentarci. Ricordo che un anno fa eravamo chiusi e non c’era un briciolo di lavoro. Non possiamo paragonare i numeri di questi giorni con quelli registrati per le feste natalizie del 2019; a mio parere è un confronto senza senso. Ormai dobbiamo misurarci con una realtà completamente diversa, il covid ha stravolto tutto e le presenze turistiche di questi giorni mi hanno fatto tornare un po’ di ottimismo. In giornate in cui i contagi sono schizzati alle stelle, c’è chi non ha rinunciato ad ammirare le nostre bellezze”.

A Federica Mazzotti chiediamo un identikit del turista che sfida la quarta ondata: “Le principali richieste sono giunte da coppie, famiglie e anche piccole comitive. Non sono mancati i gruppi organizzati, ne abbiamo accolto uno particolarmente numeroso che si è spostato in pullman. A parte qualche rara eccezione di chi la prende un po’ sottogamba, abbiamo accompagnate persone attente alle norme di sicurezza. Si prova a convivere con questo virus adottando gli accorgimenti necessari”.

Dopo un inizio d’anno positivo, Mazzotti prevede mesi difficili: “Dai prossimi giorni fino a febbraio compreso mi aspetto settimane di assoluta calma, anche perché proprio oggi ho visto che per l’Emilia Romagna ci potrebbe essere a breve un passaggio a zona gialla – dice -. Da aprile mi auguro che si possa rivedere qualche scolaresca in città. Per noi la primavera, prima del covid, era sempre stata una stagione importantissima. L’anno scorso avevamo provato a sopperire alle difficoltà organizzando delle gite virtuali. Sembrava che potessero rappresentare il futuro, ma poi anche le scuole si sono rese conto che niente può sostituire un’esperienza dal vivo. Prima o poi speriamo che si possa tornare alla normalità”.

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