Ravenna, prof di religione “no vax” rifiuta il vaccino

Mentre la campagna vaccinale si trasforma in una lotta contro il tempo per battere il virus, l’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni prende l’iniziativa e scrive agli insegnanti di religione della diocesi una lettera invitandoli a vaccinarsi il prima possibile definendo la scelta «un obbligo morale». Ma una docente risponde a stretto giro con motivazioni dal tenore no vax preoccupandosi di inviare il testo al blog del vaticanista Marco Tosatti, dove trova consensi virtuali. I consensi reali sono invece per Ghizzoni che riceve l’adesione del corpo docente, e schivo e sobrio come sempre spiega. «In tanti mi hanno risposto ringraziandomi, ho invitato caldamente alla vaccinazione, non c’è niente di strano, mi sembrava normale farlo. In questa situazione drammatica non voglio alimentare polemiche su questo caso, non c’è l’obbligo del vaccino e non ci saranno conseguenze, la docente se la vedrà con la propria coscienza e con il proprio senso di responsabilità».

Il vescovo

Come un pastore, Ghizzoni si è rivolto agli insegnanti: «Come vostro Vescovo mi sento di dire che la vaccinazione è un obbligo morale, che nasce dalla necessità di tutelare la salute vostra e dei ragazzi che vi sono affidati. Vi chiedo dunque di accedere ai servizi sanitari. Auspico che la scelta di vaccinarsi sia di tutti gli insegnanti di religione, senza eccezioni, con un comportamento che sarà esemplare anche per gli altri insegnanti e per coloro che esitano a causa di paure personali o di false informazioni. Vi ringrazio sempre, e di cuore».

Il no

All’appello la docente, che interpellata telefonicamente conferma che per ora non si vaccinerà, risponde per iscritto con una serie di considerazioni colte nell’ampia letteratura che intreccia informazioni sanitarie usate per sostenere una tesi, riflessioni sociali e politiche e giudizi morali. L’insegnante solleva poi la questione affrontata anche dalla Congregazione della dottrina della fede con un via libera sulla legittimità di vaccinarsi con dosi prodotte grazie anche all’utilizzo di linee cellulari provenienti da tessuti ottenuti negli anni Settanta del Novecento da due feti umani. «Gli attuali vaccini – scrive la docente contro il Covid-19 sono ancora in fase sperimentale, per cui giudicarne la sicurezza e l’efficacia non è possibile». E ancora: «Il tasso di mortalità per Covid-19 non è tale da giustificare l’obbligo di tali vaccini, viste le innumerevoli remore sia etiche sia relative alla loro efficacia e sicurezza». E poi la stoccata finale: «C’è un’unica cosa, per la quale non ci sono dubbi e su cui il Covid-19 ha riportato l’attenzione: il fatto che siamo destinati a morire. A tal proposito, la Chiesa ha la risposta. Sembra, però, che molti suoi membri siano più intenti a promuovere la vaccinazione che non l’annuncio di Cristo».

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