Ravenna, polemiche per la commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti

La coordinatrice regionale del Movimento nazionale, Desideria Raggi, annuncia per domenica 22 l’annuale commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti, promossa dall’associazione nazionale arditi d’Italia e a stretto giro la Consulta provinciale antifascista, presieduta da Carlo Boldrini e da Andrea Maestri, chiede l’applicazione della legge sull’Apologia del fascismo.

Nonostante le spoglie di Muti non siano più tumulate nel cimitero di Ravenna, si ripete di anno in anno la contrapposizione fra gruppi che vogliono ricordare Muti come eroe del volo, morto assassinato in circostanze mai chiarite il 24 agosto del 1943 a Fregene, e chi non dimentica l’uomo, segretario del Partito nazionale fascista dal 1939 al 1940, componente delle squadre d’azione della prima ora. «Come ogni anno, anche domenica saremo presenti per rendere omaggio all’eroe italiano Ettore Muti – interviene Desideria Raggi –; rriteniamo importante continuare a tenere vivo il ricordo di chi ha contribuito a fare grande la propria Patria. Ettore Muti ha combattuto lealmente per la propria Patria, sacrificando la propria vita per essa e conquistando la propria popolarità non tanto come esponente del partito fascista ma per i successi ottenuti sui cieli di guerra».

Di altro tenore la richiesta della Consulta che richiama la legge 645 del 1952 sull’apologia del fascismo: «Chiunque esalta pubblicamente esponenti, principi, fatti e metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a 2 anni oppure con una multa fino a 500mila lire. La pena è aumentata se il fatto è commesso col mezzo della stampa e con altro mezzo di propaganda o diffusione». La commemorazione annuale di Muti, secondo Boldrini e Maestri, confligge fino a prova contraria con la norma costituzionale e la legge citata. «Si richiede pertanto e ancora una volta conseguente coerenza ex ante (diffida e divieto) oppure ex post (procedimento giudiziario) da parte delle autorità pubbliche preposte, considerato anche che quattro esposti furono presentati negli anni passati da un significativo numero di cittadini ravennati e che il vigente regolamento comunale ora vieta celebrazioni del genere sul suolo pubblico».

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