Ravenna, Paladino lavora a nuovo portale San Francesco

«Si tratta di una committenza dal sapore antico». Così l’artista Mimmo Paladino descrive il progetto per la realizzazione della nuova porta della basilica di San Francesco a cui sta lavorando, nell’anno del VII centenario della morte di Dante Alighieri.

La chiesa che ospitò le esequie del poeta nel 1321 custodirà un segno tangibile delle celebrazioni, a pochi passi dalla tomba dell’Alighieri.

Ieri la firma del protocollo tra i soggetti promotori: Confindustria Romagna con la delegazione ravennate guidata da Tomaso Tarozzi, la fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con il presidente Ernesto Giuseppe Alfieri e l’archidiocesi con l’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni, più il sindaco Michele De Pascale. Nel 1921 la zona dantesca subì numerose trasformazioni, così oggi l’ambizione è lasciare un segno nuovo da consegnare posteri. Qualcosa specifica Tarozzi «di non effimero».

L’opera

La nuova porta avrà la struttura portante in acciaio con finiture in bronzo e decorazioni su pannelli in terracotta modellata con le argille provenienti dalle terre di Firenze e Ravenna, e innesti in mosaico.

L’operazione, nata da una proposta del consigliere di Confindustria Beppe Rossi, vedrà la cura nella fase realizzativa dal progettista di Nuovostudio Gianluca Bonini, su mandato dell’archidiocesi.

L’investimento totale ammonta a 220 mila euro, di cui 150 mila in capo a Confindustria Romagna e 70 mila a fondazione Cassa di Risparmio. La produzione delle decorazioni avverrà nelle fornaci faentine di Ceramica Gatti 1928 di Davide Servadei. A preoccupare ora sono i tempi del percorso autorizzativo, l’ipotesi è di vedere il lavoro concluso entro settembre, mese centrale per le celebrazioni che causa Covid si protrarranno anche nel 2022.

L’idea

«La tematica è da brividi – spiega lo scultore Paladino – si tratta di una porta liturgica ma ci sarà la contaminazione con la poesia di Dante. Ho immaginato il lavoro per frammenti, un crogiuolo come la storia della città. Quanto al materiale, la terracotta rimanda alla creatività, sembra apparentemente un materiale umile. Mi sono occupato dell’illustrazione della Divina Commedia e di un film sul viaggio di Dante e il presepe e ora arriva questa commissione. Certo bisognerebbe mettere mano al sagrato che dopo i lavori ha una dimensione luminosa esagerata».

La soddisfazione

«Abbiamo condiviso da subito la proposta di un nuovo portale – racconta l’arcivescovo – che unisse un richiamo all’opera di Dante e conservasse il valore simbolico del portale di ingresso a una Basilica, luogo di preghiera e di elevazione spirituale. La basilica in realtà è dedicata a San Pietro Maggiore dai tempi di Dante, ma è sempre stata retta dai francescani e da qui il nome successivo».

Per il sindaco De Pascale si tratta di: «Un bellissimo gesto di grande significato che arricchisce la nostra città e aggiunge un ulteriore prezioso contributo al ricco patrimonio materiale e immateriale che Ravenna quotidianamente custodisce, coltiva e promuove in nome della memoria del Sommo Poeta». Il nuovo portale, assicura Alfieri della fondazione Cassa: «Unisce passato e futuro della città attraverso innovazione, arte e cultura. Un’opera di collegamento simbolico tra questo e il prossimo anniversario». «Ci piace pensare a questa Porta – spiega Tarozzi – come a un passaggio che mette in collegamento storia e futuro di Ravenna».

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