Ravenna, “non facciamo crollare l’ex Montecatini”

Se in destra Candiano la Darsena di città mostra qualche segno dell’attesa riqualificazione, in sinistra appare come un susseguirsi di edifici fatiscenti, di spazi vuoti prodotti da demolizioni frettolose, e ancora di abbandoni e incuria. Spicca in questo panorama desolante, scarnificata, ridotta a scheletro, l’ex Montecatini, una fabbrica di concimi e fertilizzanti con intelaiatura in legno, a pianta basilicale, adagiata lungo via Antico Squero. Forse il più bello fra gli edifici di archeologia industriale presenti in darsena e di sicuro il più a rischio di crollo. Nonostante il vincolo della Soprintendenza ne accerti il valore documentale, la proprietà che vede contrapposti gli eredi, non ha mosso un dito per il salvataggio dopo la bonifica dall’amianto, operazione che ha portato via il rivestimento, lasciando l’edificio in balia degli eventi atmosferici. Per quasi due anni il tratto di via Antico Squero, adiacente alla fabbrica è rimasto chiuso per motivi di sicurezza. Ma dopo la riapertura nessun ente pubblico si è occupato delle sorti dell’edificio.


L’appello

Ad opporsi a un destino che oggi sembra ineludibile sono i cittadini che ne apprezzano il valore storico e ne intravedono il potenziale in un futuro prossimo, nel quale la rigenerazione urbana, si spera, avrà rivitalizzato l’area. Dall’associazione Ravenna in Comune arriva l’appello per salvare la “basilica di legno” con misure di tutela. «Avrebbe dovuto essere uno degli elementi qualificanti dell’ormai scaduto Poc Darsena: il Parco delle Archeologie, costituito dal recupero degli edifici di archeologia industriale con usi prevalentemente culturali e per il turismo. Non se ne è fatto niente, naturalmente, così come avviene sempre con tutti i progetti non speculativi a Ravenna: restano sempre e solo al livello dell’annuncio». Anche sui social il bell’edificio non viene dimenticato, la guida turistica Laura Gramantieri nei giorni scorsi ha sollevato un dibattito a tante voci con un post dedicato all’ex Montecatini e ai tanti esempi di archeologia industriale definiti «Figli di un dio minore». «C’è il vecchio Molino Spagnoli Padovani poi Mangimificio Martini (oggi impreziosito dal murales di Ericailcane), ci sono i magazzini Silos Granari del Candiano dall’originale e insolita architettura, c’è l’ormai fatiscente Consorzio Agrario cooperativo. La Montecatini è un simbolo perché l’industria a Ravenna è nata in funzione dell’agricoltura, e qui il nesso tra industria e agricoltura è la chimica. Ormai è ridotto ad uno scheletro, basta un soffio perché crolli. Resta, tuttavia, di una bellezza muta e sconvolgente e se crollasse sarebbe una perdita per tutti».

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