Ravenna, Movimento 5 Stelle isolato sulle estrazioni

RAVENNA – Se l’ordine del giorno sulle comunità energetiche poche settimane fa era passato liscio con la sola astensione del Pri, la mozione della maggioranza, fatta eccezione per il M5S, a sostegno di Ravenna capitale italiana dell’energia e a favore di nuove estrazioni di gas, ha scatenato la tempesta perfetta, irrigidendo le posizioni e sollevando il mondo ambientalista. Una mozione capace di unire l’opposizione, come si vede raramente, compatta nel votare con la maggioranza e capace di incrinare l’unità della coalizione di governo con il M5S, rimasto solo a dire no. Tanto che dai banchi dell’opposizione con una sola voce si chiede l’uscita dei pentastellati dalla coalizione di De Pascale a causa di «frizioni insostenibili». In un clima effervescente nella giornata di ieri si sono moltiplicati i commenti al voto del consiglio comunale di martedì.

Piena la soddisfazione dei proponenti, il Pri con la capogruppo Francesconi e il consigliere Vasi, il Pd con il capogruppo Massimo Cameliani e Lorenzo Margotti e poi Daniele Perini della Lista De Pascale sindaco. E con qualche distinguo anche di Coraggiosa. E proprio contro quest’ultima arrivano le critiche del mondo ambientalista e di Sinistra Italiana, componente dell’esperienza ravennate. «Negli strumenti come il Pitesai – scrivono Cameliani e Margotti – deve venire autorizzata la ripresa delle estrazioni nei pozzi dell’Adriatico riattivabili. Si devono anche prevedere nuove concessioni per consentire una disponibilità estrattiva di almeno cinquanta miliardi di metri cubi di gas metano. Questa nuova produzione italiana sarebbe esclusivamente finalizzata a ridurre i quantitativi di gas metano importati. Ravenna può essere protagonista di una transizione energetica ed ecologica che tenga insieme i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica». Si tratta di un voto utile per il Pri che chiede anche il rigassificatore e le concessioni per impianti eolici a mare. «Per la prima volta, nella massima istituzione rappresentativa della città, le risorse di gas metano dell’Adriatico e le imprese ravennati del comparto energetico vengono considerate strategiche per tutto il Paese».

Non si stupisce dei firmatari della mozione Sinistra Italiana ma «desta sconcerto piuttosto che venga sottoscritta anche da chi della transizione ecologica ha fatto uno dei pilastri della sua azione politica». Il riferimento a Coraggiosa è esplicito e nonostante le difficoltà del momento non rinuncia alla stoccata. «Il costo dell’estrazione del gas da un singolo giacimento aumenta nel tempo e a volte diventa economicamente svantaggioso. Inoltre gran parte del gas estratto davanti alle nostre coste sarebbe destinato alla vendita all’estero, assai più lucrosa per le compagnie, azzerando del tutto i benefici per la comunità, a cui invece resterebbero da pagare i costi in termini ambientali. Infine anche dal coordinamento Per clima Fuori dal Fossile arriva un altro attacco. «Una delle cose che maggiormente ci amareggia è che Ravenna Coraggiosa, compagine che esprime l’assessorato alla Transizione Ecologica, e che si è guadagnata una parte significativa dei suoi voti proprio insistendo sui temi ambientali, si sia accodata alla parata».

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