Ravenna, morto in ospedale il 77enne che ha accoltellato la moglie

Le sue condizioni cliniche erano ritenute gravissime dai medici tanto che il gip Andrea Galanti, pur convalidando l’arresto, aveva revocato la custodia cautelare degli arresti domiciliari. D’altronde Mario Claudio Cognola, il 77enne che il 10 marzo scorso ha ucciso a coltellate la moglie, l’82enne Maria Ballardini, nella camera da letto all’interno del loro appartamento di via Gardella 12, non poteva certo allontanarsi dal letto dell’ospedale di Cesena dove era ricoverato. Troppo gravi le lesioni riportate dopo essersi gettato nel vuoto dal balcone. Tanto che ieri l’uomo è deceduto.

Era stato lo stesso Cognola a contattare telefonicamente la nipote, prima di tentare il suicidio dopo aver colpito la moglie con almeno 20 coltellate. L’arma era stata trovata ripulita dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Marilù Gattelli che nell’ambito dell’indagine aveva affidato una relazione medica alla dottoressa Loredana Buscemi dalla quale sarebbe emerso anche l’estremo tentativo della donna di difendersi dai fendenti. Un omicidio che, stando a quanto emerso finora, sembra riconducibile alla depressione. Mario Claudio Cognola risultava da mesi alle prese con problemi di ansia, situazione che si era aggravata da dicembre, dopo decenni di quella che gli stessi parenti definiscono una «convivenza molto tranquilla». Sono stati loro a parlare di un rapporto «simbiotico» e «affiatato»; nel tempo, però, le condizioni di salute della donna erano andate peggiorando, fino ad arrivare al ricovero di fine anno. Da allora era a letto, non autosufficiente e in preda a continui dolori. Una situazione di sofferenza che avrebbe spinto il 77enne a ucciderla e a togliersi la vita. Ora, alla luce del decesso dell’indagato, il fascicolo aperto per omicidio volontario pluriaggravato, è destinato all’archiviazione.

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