Come veri pionieri, i bimbi dei nidi comunali e di quelli privati sono stati i primi ieri a rientrare a scuola; ad attenderli maestre e dade con la mascherina e un’organizzazione della giornata scandita dalle regole di contenimento del Covid. Per le altre scuole l’appuntamento invece è rimandato a lunedì 14. Circa 950 bambini suddivisi in 19 strutture comunali, 10 nidi private convenzionati con posti bimbo e 7 comunali esternalizzate hanno trovato insegnanti e personale chiamati a nuove responsabilità. La prima novità è la misurazione della febbre con termoscanner all’ingresso per bambini e genitori. Per questi ultimi è necessario lasciare i figli sulla soglia della sezione senza entrare, per i bimbi invece non c’è obbligo di mascherina, ma quello dell’igienizzazione delle mani. Precauzioni necessarie che allontanano il rischio anche se non è possibile azzerarlo. Lunedì toccherà ai circa 1.700 alunni delle materne comunali, ai circa 700 delle scuole Fism e ai circa 900 delle statali.

Addio peluche

La scuola riprende per tutti i bimbi ma non per il variopinto mondo animale in formato peluche che di solito dorme fra il materiale di gioco. Restano a disposizione i giochi in plastica facili da igienizzare per far in modo che la proposta educativa rimanga il più possibile inalterata. I giochi subiranno una sorta di quarantena per qualche giorno dopo l’utilizzo, le insegnanti avranno la responsabilità di regolarne l’uso, non più libero come avveniva fino all’anno scorso. La routine in bagno legata all’igiene diventerà parte sostanziale degli apprendimenti della giornata in forma di gioco.

La ripresa

«Nel corso della preparazione – spiega l’assessora Ouidad Bakkali – abbiamo dato la massima attenzione alle preoccupazioni degli insegnanti; i nidi infatti sono un ambito educativo di cura, di contatto e di accoglienza. Da agosto abbiamo lavorato per tranquillizzare il personale e ricominciare con nuove modalità che sappiamo affaticano il lavoro. Ma riaprire i contesti educativi con esperienze di gioco per i bimbi crea un senso di normalità. Daremo corso al patto di corresponsabilità stabilito con le famiglie». Le misure meno stringenti per quanto riguarda gli spazi e il distanziamento facilitano la ripresa, dopo l’esperienza dei centri estivi. «Siamo molto contenti del primo traguardo raggiunto con i centri estivi, ovvero l’uscita dall’isolamento – prosegue l’assessora –. Arriviamo più pronti e capaci di gestire modalità nuove che speriamo ci accompagnino per un tempo limitato. Per le materne i bambini ritroveranno i compagni ma anche una scuola diversa che impareranno a vivere rispettando le regole. Con la didattica a distanza rischiavamo di perdere tempo e acuire le disuguaglianze viste nei mesi scorsi. Infine abbiamo scelto di riprendere i servizi di pre e post scuola perché le famiglie non hanno smesso di esprimere bisogni di conciliazione rispetto ai tempi del lavoro. Abbiamo investito più risorse negli educatori e nei servizi che hanno ora un costo maggiore, ma questo non si è tradotto in un aumento delle rette».

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