RAVENNA. A Mezzano c’è un gelso ultracentenario da salvare. La pianta sorge nel cortile della casa colonica di Franco Fenati ed è uno degli alberi storici del territorio. Alcuni esperti sono arrivati da Bologna alcuni anni fa per studiarlo, al termine dell’indagine hanno stabilito che è nato in un intervallo compreso tra il 1650 e il 1670. «È una pianta meravigliosa – racconta Fenati con orgoglio –, frutto di una vita lunga 370 anni. Da quando è nato sono passati 32 papi. Dove adesso sorge il cortile della casa, una volta c’era la valle ed è proprio tra i canali che il gelso è cresciuto. In diverse occasioni abbiamo organizzato delle iniziative all’ombra delle sue meravigliose foglie. È un luogo magico, sembra di tornare indietro nel tempo. L’albero è stato riconosciuto patrimonio ed è tra i più antichi gelsi d’Italia. Ha un proprio codice di riferimento e una targhetta che lo identifica. Purtroppo il temporale di sabato scorso, con vento molto forte, ha inferto un grosso danno a uno dei suoi rami più grossi e ora rischia di perdere stabilità».

Patrimonio verde
Fenati chiede che il Comune intervenga prima che la situazione possa ulteriormente peggiorare: «L’albero è stato riconosciuto d’interesse dalla Regione, poi è passato sotto la cura della Provincia e ora del Comune – commenta –. I tecnici sono intervenuti alcuni anni fa puntellandolo. Questo ha permesso di renderlo più stabile. L’Amministrazione negli ultimi otto anni si è anche preoccupata di curarne la potatura, purtroppo però nell’ultimo periodo sono mancati interventi che avevo più volte sollecitato. Essendo un albero storico è bene che siano gli esperti del Comune a curarlo, è un patrimonio di tutti. L’ultima volta che sono venuti, i tecnici si erano resi conto della situazione e mi avevano detto che sarebbero tornati a settembre per sistemarlo. Io ho aspettato, ma non sono venuti né a settembre né nei mesi successivi, poi è scoppiata l’emergenza covid-19 che ha rivoluzionato il mondo. Nello scorso marzo ho compiuto io qualche intervento che non si poteva rimandare. Ma non è stato facile. Ormai sono anziano, per cui non è neanche così consigliabile che mi spinga tanto in alto con la scala. Sono riuscito a rimuovere un grosso ramo rotto, ma ora il problema è ben più grave. Il vento di sabato scorso ha spezzato uno dei rami portanti, purtroppo un terzo dell’albero se ne è andato e ora mi aspetterei che il Comune intervenisse con urgenza. È un albero che ha oltre tre secoli e di cui dovremo occuparci. Capisco che al mondo ci siano problemi ben più seri, ma è da diverso tempo, ben prima dell’emergenza coronavirus, che sto segnalando l’esigenza di sistemare la pianta. Il grosso ramo si è spezzato perché ormai la chioma era molto pesante e all’arrivo del vento ha fatto l’effetto vela. Con una bella potatura avremmo potuto evitare questo disastro».

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