Ravenna, la Caritas: “Aiuti cresciuti del 30%”. Allarme cibo e bollette

RAVENNA L’inflazione rialza la testa e rischia di abbattersi su tante famiglie che già vivono una situazione di profonda incertezza. I dati della Caritas di Ravenna parlano di un numero crescente di persone costrette a chiedere aiuto: «Nei primi sei mesi del 2021 abbiamo registrato il 30% in più di richieste d’aiuto rispetto allo stesso periodo del 2020 – commenta la vicedirettrice della Caritas, Daniela Biondi –. In tanti si sono rivolti a noi per la prima volta, ma c’è anche chi si ripresenta. Ci sono famiglie che faticosamente erano riuscite a superare le difficoltà derivanti dalla crisi economica del 2008. Non le vedevamo da anni, ma poi la pandemia ha complicato di nuovo le cose e sono tornate a bussare alla nostra porta».

Biondi spiega che in questo momento ci sono famiglie giovani che non riescono a fare quadrare i conti: «Ci rapportiamo con capifamiglia di età compresa tra i 30 e i 45 anni – dice -. I nuclei familiari sono anche numerosi, si va da un minimo di tre unità a casi in cui si devono sfamare 6-7 persone. Consegniamo pacchi alimentari tre volte alla settimana. In media distribuiamo i viveri a circa 100 famiglie a settimana. Questo significa aiutare dalle 300 a 400 persone che altrimenti avrebbero seri problemi. Per i più sfortunati riuscire a fare la spesa è un vero lusso. Si tratta sia di famiglie italiane che straniere, con una leggera prevalenza degli italiani».

La Caritas non si limita a fornire i pacchi alimentari, in diversi casi si mobilita anche per il pagamento delle bollette, che negli ultimi mesi sono diventate sempre più pesanti con i rincari record di gas e luce: «Abbiamo una commissione interna che valuta le richieste pervenute – illustra la vicedirettrice -; nel caso i requisiti siano soddisfatti, ci attiviamo per fornire un sussidio anche su questo fronte. Gli aumenti registrati nelle ultime settimane e l’inflazione in crescita non ci lasciano per nulla tranquilli per l’immediato futuro. Già a luglio e agosto abbiamo assistito a un aumento delle richieste d’aiuto. I segnali purtroppo non sono incoraggianti». La pandemia ha complicato anche l’organizzazione di eventi di socialità e solidarietà: «Ci stiamo preparando per il 14 novembre, che è la giornata nazionale del povero – conclude Daniela Biondi -. A Ravenna organizzeremo un pranzo e una cena d’asporto per tutti i bisognosi. Per il prossimo Natale pensiamo a un evento insieme alla Consulta del volontariato».

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