Ravenna, l’Arcigay: “Sabato tutti in piazza contro l’odio”

Ravenna R-Esiste! È la manifestazione che si terrà domani alle 17 in piazza Kennedy grazie ad Arcigay Ravenna che ha chiamato a raccolta i sostenitori del Ddl Zan per la tutela delle persone dai crimini d’odio e dai comportamenti discriminatori a causa dell’orientamento sessuale e identità di genere. Una mobilitazione che arriva a una settimana dal cosiddetto affossamento della legge avvenuto in Senato. Al momento, fa sapere il presidente di Arcigay Ravenna, Ciro Di Maio, sono 24 i soggetti aderenti, fra associazioni, forze politiche e sindacati. Ma le adesioni sono in continuo aumento, frutto di un tavolo di lavoro che ha deciso di non scendere in piazza nell’immediatezza della bocciatura in Senato del Ddl, ma di costruire un evento il più possibile condiviso.

La piazza

«Abbiamo da subito invitato più soggetti possibile – assicura Di Maio – e la risposta è stata ampia, da quando sono diventato presidente, nel 2018, ho visto tante forze coordinarsi su più fronti, ma per la prima volta ho visto tanta rabbia condivisa. Le persone si sono sentite tradite dalla politica. Saremo in piazza per continuare a chiedere una legge; noi speriamo di avere di più di quello che prevedeva il ddl Zan, ma lo abbiamo comunque considerato uno spiraglio per avere una società più equa e più sicura. In piazza ci sarà la rabbia chi vuole raccontare la propria esperienza». Il format dell’iniziativa è in via di definizione ma Di Maio conferma l’idea di dare voce a chi normalmente non scende in piazza, e conferma che porterà la propria testimonianza. «Nell’ultimo anno non sono mancati episodi intimidatori, ma abbiamo deciso di non dare troppa visibilità a singoli fatti, e poi le mie esperienze si conoscono. Vogliamo far parlare altri e far vedere che certe tutele sono necessarie. Tanto più ora che c’è chi sostiene che l’omofobia in Italia non esiste, veicolando false informazioni sul numero di unioni civili. Le false informazioni creano bersagli, su cui menti diciamo meno pronte possono sentirsi legittimati a compiere atti che non devono fare. L’imbrattamento della vetrina del mio studio, l’anno scorso si è ripetuto, ma abbiamo deciso di non prestare spazio a fenomeni di emulazione».

Il futuro

La mobilitazione in atto per il presidente di Arcigay produrrà una modalità di confronto e lavoro fra le realtà coinvolte. «Vedere le istituzioni farsi portatrici di campagne d’odio genera paura nella gente. Sono arrabbiate e saranno in piazza con noi anche persone che non appartengono alla comunità Lgbt. Da parte di tutti c’è la voglia di non fermarsi ma di continuare a presidiare questo tema a partire da sindacati, forze politiche e associazioni».

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