Ravenna, inquinanti nell’area ex Sarom. Via a piano di analisi

Della bonifica dell’area ex raffineria Sarom di via Trieste si parla da anni così come delle nuove destinazioni d’uso che potranno essere solo di natura industriale commerciale. Ora però arriva la notizia che si procederà con indagini integrative sulle acque sotterranee. Nonostante la bonifica e la certificazione dei terreni, in tutte le aree del comparto sono stati osservati «andamenti altalenanti di dicloropropano e di idrocarburi totali nella falda» rispetto alla concentrazione consentite.

Le indagini

Con una determina il Comune, autorità competente in materia, ha deciso di approvare le specifiche tecniche per la realizzazione di indagini nelle aree del poligono Gw7 e dell’area Svi, così come proposta da Eni Rewind nel mese di luglio. Nessun allarme dal servizio ambiente del Comune per le acque di uso civile che da lungo tempo non vengono più prelevate dalla falda, ma rimane l’interesse al rispetto del cronoprogramma annunciato il mese scorso. Sondaggi, piezometri di monitoraggio per pendenza e direzione del flusso di falda, campionamento delle acque e prelievi di terreno saturo sono alcune delle operazioni previste a cadenza regolare per un anno a partire dal mese di agosto. Nella determina comunale si legge: «In particolare l’attuazione delle citate indagini integrative, l’acquisizione dei dati necessari e l’esecuzione di prove di laboratorio finalizzate a testare l’applicazione di tecnologie di bonifica e il monitoraggio delle acque di falda, sono considerate attività necessarie e propedeutiche alla definizione del Pob (piano operativo di bonifica), che sarà successivamente elaborato e trasmesso». Eni Rewind ha comunicato inoltre l’intenzione di procedere all’installazione di 4 strumenti per la misurazione in continuo dei livelli piezometrici per un periodo secco di 10 giorni, per valutare i potenziali effetti della marea sulla dinamica piezometrica.

L’area

L’ex Sarom comprende il sito dell’ex raffineria, l’area ex Agip gas, l’area ex serbatoi, ma le indagini integrative sono previste nella zona poligono Gw7 di proprietà Eni R&M e nell’Area Svi (Sottostazione elettrica Vecchi Impianti) di proprietà della Petra srl. In passato doveva diventare la cittadella della nautica poi la crisi del 2008 spazzò via ogni velleità; ora l’area potrebbe ospitare un campo fotovoltaico da 20mw. Autorità di sistema portuale avrebbe candidato il progetto per essere inserito nel Pnrr al fine di produrre energia destinata all’elettrificazione delle banchine per navi da crociera di Porto Corsini e a produrre in minima parte idrogeno verde con elettrolizzatori. Ma questo è ancora il tempo delle bonifiche.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui