Ravenna, in un anno 26 multe ai monopattini. “Sono da regolamentare”

L’utilizzo dei monopattini elettrici è sempre più diffuso, ma spesso avviene senza il necessario rispetto delle regole. Il moltiplicarsi degli incidenti, con conseguenze anche mortali, impone una riflessione che è in corso anche a Ravenna, dove ogni giorno sulle strade e sui marciapiedi si assiste a una guida molto spensierata del nuovo mezzo di circolazione. «Purtroppo spesso il monopattino è utilizzato con troppa leggerezza, alcuni lo percepiscono come un giocattolo, quasi fosse uno skateboard – commenta il comandante della Polizia municipale di Ravenna, Andrea Giacomini -. La verità però è un’altra. Il monopattino è un mezzo da condurre con estrema attenzione, rispettando le regole e i limiti di velocità, che sono di 25 km/h nei centri abitati, ridotti a 6 km/h nelle aree pedonali. Al di fuori dei centri abitati i monopattini elettrici non possono circolare, a meno che siano presenti delle piste ciclabili».

Il territorio romagnolo ha già registrato due incidenti mortali. Nello scorso luglio è deceduto un giovane che è stato trovato all’alba senza vita sull’asfalto della via principale di Lido di Classe. L’assenza di testimoni non ha impedito di ricostruire la dinamica dell’incidente; sembra che il giovane abbia perso il controllo del mezzo rovinando a terra. Un secondo incidente mortale si è registrato a Cesena dove un giovane, a bordo di un monopattino, ha investito un anziano che non è sopravvissuto all’impatto. L’ordinamento italiano equipara i monopattini alle biciclette, per cui non è richiesto l’obbligo di stipula di un’assicurazione per responsabilità civili: «Questo è un problema molto serio – commenta Giacomini -, perché i conducenti dei monopattini rischiano, in caso di incidenti seri, di dover dare seguito a risarcimenti danni esorbitanti. L’introduzione dell’obbligo di assicurarsi sarebbe un grande passo in avanti».

Il corpo della Polizia municipale di Ravenna dallo scorso gennaio ad oggi ha elevato 26 verbali. Di questi, 8 sono riconducibili al fatto che sul monopattino si trovassero due persone (può essere utilizzato solo dal conducente ndr) e le restanti 18 sono imputabili all’utilizzo del mezzo senza il casco (obbligatorio per i minorenni). «Il monopattino è un mezzo di trasporto utilissimo ma vediamo usi impropri, tra i quali il trasporto di un passeggero, la conduzione sui marciapiedi e il mancato rispetto dei limiti di velocità. Tutto questo – commenta Giacomini – aumenta le probabilità di incidenti e genera forti attriti con pedoni e automobilisti. A Ravenna, la circolazione del monopattino è diffusa soprattutto in centro storico, nella zona della stazione dei treni e in prossimità delle fermate degli autobus. Nella maggior parte dei casi serve a completare la rete degli spostamenti con i mezzi pubblici».

L’avvio dell’anno scolastico ha mostrato un forte gradimento dei monopattini da parte degli studenti: «Questo per noi è uno dei fattori di principale preoccupazione – dice il comandante della Polizia Municipale -. Spesso i giovani sono i meno istruiti sulle norme di corretto utilizzo e sono coloro che risultano più affascinati dalla versatilità di questo mezzo lanciandosi in usi impropri. Tra loro si riscontra la più comune trasgressione di guidarlo senza casco e di andarci in due. Su questo punto faccio appello alle famiglie che devono sapere che l’innegabile comodità di questo mezzo non può sussistere senza un’adeguata campagna educativa stradale. In questo momento abbiamo messo in mano ai minori uno strumento senza fornirgli le necessarie istruzioni. Le nostre pattuglie vigilano e hanno intensificato i controlli nelle zone più frequentate». Giacomini sottolinea che i controlli non sono finalizzati semplicemente a sanzionare: «Il monopattino è un mezzo indubbiamente utile, per cui bisogna lavorare non per disincentivare la sua diffusione, ma per diffondere una corretta cultura. Mi tornano alla mente le fasi d’introduzione delle cinture di sicurezza obbligatorie in auto e l’utilizzo del casco in motorino. Sembravano rivoluzioni impossibili, ma che poi state recepite con grandi benefici per l’intera collettività. Sono sicuro che alla fine raggiungeremo l’obiettivo anche con il monopattino»

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