Ravenna: in ospedale fasce orarie rigide per le visite ai degenti

RAVENNA – La pandemia ha sottratto la possibilità di fare visita ai propri cari in ospedale, alimentando il senso di solitudine di chi è costretto al ricovero. L’accesso agli smartphone e i dialoghi sulle piattaforme del Web non sostituiscono di certo il calore di un incontro dal vivo. A diversi mesi di distanza dall’avvio della fase emergenziale, la direzione sanitaria del Santa Maria delle Croci sta accelerando sull’ipotesi di riapertura delle visite, da parte dei famigliari, ai pazienti ricoverati. «Siamo consapevoli dell’attenzione che c’è sul tema – commenta il direttore sanitario Paolo Tarlazzi – e per noi è prioritario individuare una soluzione che sia in grado di tutelare la salute dei degenti e, contemporaneamente, permetta di nuovo di stabilire un contatto fisico con i propri cari. Pensiamo a un regolamento ferreo, con fasce orarie stabilite e inderogabili. Occorrerà il pieno rispetto da parte di tutti delle norme di sicurezza, che in questo momento appaiono indispensabili. I numeri degli ultimi giorni, riguardo alla diffusione del covid-19 sul nostro territorio, sono confortanti ma non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia».

Niente bagni per i visitatori

Il ragionamento è dunque in essere e Tarlazzi annuncia per oggi un incontro con il primario di Medicina Interna per individuare tempistiche e modalità per il reparto: «Non possiamo pensare che si torni alla modalità precedente, visto che il mondo attorno a noi nel frattempo è cambiato – dice Tarlazzi -. Solo per fare un esempio, sarà severamente vietato che i parenti accedano ai bagni riservati ai degenti. Dobbiamo evitare qualsiasi veicolo di contagio e promiscuità. Chiederemo a tutti coloro che entrano in ospedale massima attenzione. Tutto ciò andrà a vantaggio dei ricoverati. È anche in corso uno studio a livello regionale che mira a individuare quanto le visite dall’esterno possano incidere sulle infezioni che sorgono in corsia. I visitatori, purtroppo, in maniera del tutto inconsapevole possono portare in ospedale infezioni anche pericolose per chi è debilitato».
Sul fronte delle visite, piccole concessioni sono già avvenute. Una parziale riapertura è già avvenuta per Ostetricia: «I neo padri possono accedere in reparto, in modo da poter essere al fianco delle mamme e dei nuovi arrivati – commenta Tarlazzi -. Un altro reparto su cui si è concentrata la nostra attenzione è Oncologia. Anche nei momenti più difficili dell’epidemia, abbiamo concesso le autorizzazioni per permettere un ultimo saluto ai pazienti più critici. Ora che il picco è superato speriamo che gradualmente si possano sempre più facilitare gli incontri, che sono un elemento importantissimo per i pazienti. Ne siamo pienamente consapevoli».

Nuovo stop alle visite se aumentano i contagi

Le giornate a doppio zero, in termini di contagi e decessi, hanno generato euforia, ma il personale sanitario è consapevole che il virus non è ancora sconfitto. Tarlazzi sottolinea anche che, se i contagi dovessero tornare a crescere, si tornerebbe a una nuova interdizione dei visitatori: «Dobbiamo pensare innanzitutto ai soggetti più deboli – dice – ed evitare che si sviluppino cluster all’interno delle strutture sanitarie. Se in questi giorni il virus è a bassissima circolazione in Romagna, nessuno può garantire che la situazione non muterà. Le prossime settimane porteranno diversi spostamenti turistici che andranno monitorati. L’attenzione è sempre alta»

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