Ravenna, “Passarini punto di riferimento per gli ostili al vaccino che volevano il green pass”

Vanno da un minimo di 426 a un massimo di 497 le dosi di vaccino che il dottor Mauro Passarini, ora in arresto, avrebbe somministrato a partire dallo scorso 7 giugno metà ottobre, ritirando in tutto 71 flaconi di vaccino Pfizer. Numeri che vanno confrontati con i nominativi dei pazienti, mutuati e non, che sono stati inseriti nel portale del sistema sanitario dal medico di base. Dei 294 pazienti sottoposti ad almeno una dose, 226 sono residenti nel Comune di Ravenna, e solo 166 sono suoi assistiti; altri 68 provengono da fuori comune.
Numeri altissimi, tanto da farlo diventare – secondo il gip – «un punto di riferimento per chi, ostile alla vaccinazione, vuole comunque conseguire il green pass».
Sono tre le forniture che il medico di base ha ottenuto dalla fine dell’estate scorsa scorsa: 10 fiale, equivalenti a 60/70 dosi, il 16 settembre, che hanno portato a 58 registrazioni di vaccinazioni; il 28 settembre altre 12 fiale (72/84 dosi) con altre 79 vaccinazioni registrate; il 6 ottobre infine le ultime 15 fiale (90/105 dosi) con 80 vaccinazioni notificate al sistema sanitario. Di queste ultime, 13 fiale sono state rinvenute inutilizzabili nello studio medico di Ravenna, durante la perquisizione effettuata il 17 ottobre. Il calcolo è presto fatto: considerato che da ogni flacone si ottengono tra le 6 e le 7 dosi, anche qualora il 64enne avesse effettivamente utilizzato i restanti due flaconi non rinvenuti per vaccinare realmente i pazienti, non avrebbe potuto effettuare più di 14 iniezioni. Risultato: almeno 66 delle vaccinazioni registrate dal 6 ottobre scorso, sono false. Sono numeri che il dottore – difeso dall’avvocato Carlo Benini – potrà giustificare davanti al giudice, nell’interrogatorio fissato per la prossima settimana: «Adesso siamo ancora in una fase è embrionale – dichiara il legale -. Stiamo valutando gli atti processuali , riusciremo a spiegare tutto nell’interrogatorio di garanzia».

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