La mamma del piccolo fratino ucciso a Marina di Ravenna

RAVENNA. Non è facile la vita del fratino; per il piccolo trampoliere in via d’estinzione raggiungere l’età adulta sopravvivendo alle minacce dell’uomo e dei predatori naturali è un’impresa. In uno dei due nidi apparsi sulla spiaggia di Marina di Ravenna all’altezza del bagno Peter Pan non è più visibile il pulcino vegliato dai genitori per settimane. Il piccolo di pochi centimetri di altezza è stato con molta probabilità preda di un gheppio. I volontari che si alternano ogni giorno per proteggere i nidi e i bagnini hanno visto il rapace aggirarsi in zona negli ultimi giorni. Quello che non hanno fatto le ruspe chiamate per spianare le dune, i cani lasciati senza guinzaglio o il passo di un bagnante incauto è accaduto secondo le regole più dure della natura che oppone predatori e prede. E chissà che la coppia di genitori non contasse anche della presenza umana per tenere a distanza gli antagonisti naturali.

Continua il monitoraggio
Ora l’attenzione di concentra sull’altro nido, spostato di qualche decina di metri e sulle tre uova che dovrebbero schiudersi a breve, protette da gabbie e segnalate con cartelli. «Il nostro presidio continua – spiega Lorenzo Mancini direttore regionale di Legambiente – siamo presenti con i volontari delle associazioni ambientaliste al mattino quando iniziano i lavori sulla spiaggia e nel pomeriggio. La femmina continua a covare nonostante i lavori attorno proseguano. Abbiamo ottenuto che la zona attigua, quella dell’ex bagno dell’esercito, non venga spianata. Lo stabilimento non riaprirà quest’anno e di fatto è un invito al fratino una volta schiuse le uova a spostarsi in un’area naturale più tranquilla».
Con la chiusura totale delle spiagge per due mesi, il fratino, abituato a nidificare nell’oasi naturale della Bassona, ha trovato le condizioni favorevoli per fermarsi a sorpresa a Marina di Ravenna. Nonostante la movimentazione della sabbia, la pulizia da elementi naturali, e l’utilizzo massiccio dell’arenile per i servizi balneari, ombrelloni, lettini, campi di gioco, aree attrezzate, la presenza del trampoliere certifica l’assoluta salute biologica della spiaggia. Un titolo che i bagnini faticano ad apprezzare alle prese come sono con la difficile ripresa delle attività. Non resta che tifare per il fratino e sperare che gheppio voli altrove.

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