Con un filo di voce Daniele Perini raggiunto al telefono risponde per raccontare i giorni terribili della malattia da Covid e per lanciare un appello: «State attenti, siate scrupolosi, basta una disattenzione e non si sa come ci si ritrova positivi». Colpito dal grave lutto della scomparsa dei suoi genitori a distanza di pochi giorni l’uno d’altro, Perini stenta a parlare di sé e del proprio dolore, ogni pensiero va alla paura che il Paese sia travolto da una terza ondata e va ai “nonni” che frequentavano l’associazione Amare Ravenna, che ha fondato nel 1984. Con la stessa determinazione ha partecipato al consiglio comunale di martedì scorso come consigliere di Ama Ravenna e primo firmatario della richiesta di una seduta interamente dedicata alla sanità.

Il contagio

Alla fine di novembre Perini si prodiga per accudire gli anziani genitori positivi al Covid, poi però all’inizio di dicembre arriva anche per lui la positività. «Non potevo abbandonare i miei genitori nell’assunzione delle terapie, andavo con tutti i dispositivi e credevo di essere stato attento. Poi il tampone positivo. I primi giorni pensavo di essere asintomatico, ma una notte mi sono svegliato con 39 di febbre. Ho contattato il pneumologo Venerino Poletti che mi ha ricoverato a Forlì. Oltre alla polmonite da virus avevo anche una forma batterica. Se non avessi fatto il vaccino antinfluenzale e il pneumococco, non sarei qui». Per 20 giorni Perini rimane sotto ossigeno, incapace di parlare e di comunicare con l’esterno. Lascerà l’ospedale il 31 di dicembre con gli esiti della polmonite ancora da curare.

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