Ravenna, “nella clinica del dottor Guerra gatti uccisi senza anestesia, carcasse nel freezer e nella doccia”

Animali soppressi senza motivo con iniezioni letali di Tanax praticate in assenza di una qualsiasi sedazione o anestesia, in barba alle indicazioni di utilizzo del farmaco e alle procedure previste dal codice deontologico. Riassunto così, l’esito dell’autopsia e dell’esame tossicologico su quattro gatti trovati morti e sequestrati l’anno scorso all’interno della clinica veterinaria del dottor Mauro Guerra, a Sant’Antonio, mette i brividi. Perché il risultato della consulenza disposta dalla Procura rafforza eccome le accuse di maltrattamento e uccisione di animali nei confronti del medico. Ciò nonostante, da quando il suo ambulatorio di via Pile è stato dissequestrato lo scorso maggio, il 48enne è tornato legittimamente a esercitare, sostenuto da una nutrita e attivissima schiera di fedeli clienti. Eppure l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Marilù Gattelli continua a dare riscontri, riguardo i 27 capi d’accusa, che gli attribuiscono oltre alle soppressioni ingiustificate anche lo smaltimento illecito di rifiuti speciali, la falsificazione delle etichette per i libretti vaccinali, e un’evasione fiscale milionaria.

Carcasse nel freezer e nella doccia

I gatti di cui parla la consulenza affidata alla dottoressa Silva Rubini, dirigente responsabile della sede Izsler – istituto profilattico di Ferrara sono quelli sequestrati in due diverse perquisizioni. La prima è quella del 7 ottobre 2020, effettuata per fare luce sulla soppressione di “Balto”, un labrador trovato sì malconcio e vecchiotto, ma affidato alla clinica dagli agenti della polizia locale non in condizioni disperate, eppure soppresso pochi minuti dopo il suo arrivo. Ebbene, quando gli agenti perquisirono l’ambulatorio, sequestrarono dal congelatore le due carcasse dei felini dal manto nero a chiazze bianche, buttate una sull’altra. Gli altri due, tigrati, di razza “europea”, furono trovati nel secondo sopralluogo del 10 dicembre, gettati nella doccia dello studio. Nessun esemplare aveva il microchip; non se ne conosce la provenienza né il dottore ha mai fornito delucidazioni in merito.

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