Ravenna, Fusignani: non indietreggiamo su energia e infrastrutture

Avviso ai naviganti in cerca di un approdo nella coalizione di centrosinistra del sindaco De Pascale, in corsa per il secondo mandato: su infrastrutture ed energia il Pri, storico alleato del Pd, non intende cedere posizioni. Il segretario provinciale e vicesindaco Eugenio Fusignani interviene dopo la riunione di maggioranza che ha sancito la decisione di indire un incontro con forze politiche, liste civiche, associazioni, per confrontarsi sulle cose da fare, sull’adesione a un programma che sancirà chi è dentro e chi è fuori. E prima di contare dal punto di vista elettorale il Pri cerca di consolidare il proprio ruolo politico, immaginando che la battaglia sarà tutta all’interno della maggioranza.

Condivide la scelta del sindaco De Pascale di aprire il più possibile la coalizione?

«Deve essere in primis una coalizione tra partiti che poi si può allargare ad altri. Il primo passo è la convergenza programmatica e politica tra i partiti. Non abbiamo pregiudiziali, ma prima di tutto viene lo sviluppo economico che crediamo sia imprescindibile da due aspetti: le infrastrutture e i temi energetici sono i due pilastri su cui si costruisce l’alleanza».

Su questi si giocherà la campagna elettorale e la composizione degli schieramenti?

«Gli allargamenti vanno bene se concorrono a rafforzare la visione programmatica non se la indeboliscono. L’impegno del Pri e del Pd su questi temi è fortissimo in connessione con il lavoro dell’assessore Corsini in Regione».

A chi è rivolto l’avvertimento? Al M5S a una parte della sinistra?

«A chiunque voglia entrare».

Ma la sinistra in maggioranza e quella all’opposizione guarda soprattutto all’orizzonte della transizione energetica più che alla difesa delle estrazioni?

«Tutti parlano di transizione, prima di tutto le imprese, nessuno la mette in discussione, il problema è come arrivarci. Deve essere garantita a partire dagli investimenti già in essere. Il gas è fondamentale. Difendere il comparto dell’offshore non è una battaglia di retroguardia ma vuol dire difendere la transizione che dovrà avvenire. L’energia è la chiave di volta. Continuiamo a sostenere che Ravenna deve tornare ad essere capitale dell’energia. Nella maggioranza ognuno ha la propria sensibilità, ma Art.1 e Sinistra per Ravenna sono in alleanza senza disconoscere questi valori. Cosa diversa il M5S, abbiamo criticato sempre l’impostazione del ministro Patuanelli».

Il centro potrebbe diventare affollato cosa farà il Pri?

«Non si governa con coalizioni sbilanciate, c’è la necessità di costruire un polo liberale ed europeo. Abbiamo partecipato a consultazioni nazionali con Più Europa, abbiamo un accordo con Calenda, rapporti che non si sono tradotti a livello locale ma stiamo cercando di costruire un’area. Il Pri incarna il centrosinistra, con un forte radicamento e una storia di governo. Chi ha tentato rassemblement di centro deve fare i conti con noi, oppure quel centro non nasce. E lo spazio c’è anche per Italia Viva».

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