Ravenna, l’agonia della pialassa Piomboni, tra eternit e capanni da abbattere – Gallery

Fra cantieri, manufatti riqualificati, capanni abbandonati e discariche a cielo aperto la pialassa Piomboni attende il termine dei lavori del progetto di Autorità di sistema portuale che garantirà una separazione fisica fra lo specchio d’acqua ad uso portuale e quello ad uso civico. Al limitare della pialassa poco prima della cassa di colmata Nadep il 12 luglio verranno demoliti almeno 4 capanni in stato di degrado, non riqualificati come prevede il regolamento comunale e soprattutto posti su una porzione di terreno che si è scoperto essere di proprietà Sapir. Un cartello apposto sulla recinzione dei manufatti annuncia la decisione tranne per uno capanno, concessionato dal Comune, del quale è più difficile conoscere la sorte, visto che è in area privata e non pubblica. Detriti, macerie, materassi a terra, eternit e materiali in vetroresina lesionati segnano il paesaggio a pochi passi da capanni sui quali invece sono state investite da parte dei concessionari risorse e tempo.

Percorrendo la strada bianca che bordeggia la valle non sfugge il lavoro in corso nella cassa di colmata Nadep, con escavatori in funzione e tir che da lì scaricano materiali nell’ex area Sarom; mentre nella valle le barene si stanno sfaldando e uno degli isolotti è diventato una discarica di eternit, da bonificare al più presto. L’area naturale di alto valore ambientale, sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale, inserita nel parco del Delta del Po, langue dopo il fallimento due anni e mezzo fa della ditta che doveva completare l’arginatura. «Autorità di sistema portuale – spiega Claudio Miccoli, direttore dei lavori – sta discutendo con il parco del Delta e il consorzio di bonifica la ripresa dei lavori ed è in corso la revisione del progetto». Ma una nuova tempistica non è stata ancora annunciata. E intanto l’argine non completato con le palancole a vista è esposto alle mareggiate e dalle barene emergono i pali di legno. Proseguendo sulla strada si vedono capanni riqualificati completamente, altri in corso d’opera secondo le rigide prescrizioni del tanto contestato regolamento comunale e alcuni nei quali la conformità alle regole è meno ossequiosa; di certo il risanamento tanto atteso non è ancora tangibile nonostante non manchi molto al termine fissato dal Comune per le riqualificazioni.

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