Ravenna, dodicenne in commissione. Imbarazzo in Comune

RAVENNA – Strano caso ieri pomeriggio durante la commissione consiliare Affari istituzionale, trasmessa su Facebook. Tra gli ospiti in collegamento appare in video un bambino di 12 anni, indicato come esperto da Lista per Ravenna. All’ordine del giorno della seduta c’è una petizione “per la ripresa delle attività didattiche in presenza e per la difesa dei diritti di bambini, bambine, ragazzi e ragazze di Ravenna”.

 La prima firmataria Soheila Soflai Sohee inizia a illustrare i contenuti della petizione tra lo sconcerto dei consiglieri, dell’assessora all’istruzione Ouidad Bakkali e soprattutto della presidente Samantha Tardi, allo oscuro del curioso invito. Tardi al telefono si consulta velocemente con la presidente del consiglio comunale Livia Molducci e con il segretario generale Paolo Neri sul da farsi. Finita l’illustrazione  riprende la parola e in maniera del tutto inusuale  domanda al giovanissimo esperto l’età anagrafica, il quale solerte risponde: 12 anni. Di lì nell’assoluto imbarazzo la presidente deve spiegare all’ospite che dovrà lasciare la commissione. «Sono dispiaciuta nel dover dire che purtroppo gli esperti devono avere almeno caratteristiche di eleggibilità dei consiglieri comunali e quindi la maggior età per quanto l’argomento sia molto interessante per un ragazzo. Ma siamo in diretta Facebook e non avendo ricevuto alcuna autorizzazione dai genitori, per una questione di tutela del minore e della commissione chiedo all’esperto di togliere la connessione». Decisione accolta dall’esperto in erba con un triste: «Ok».

A non essere convinto invece è il consigliere di LpRa Alvaro Ancisi che subito chiede spiegazioni e difende la propria scelta. «Ho ritenuto per una materia di questo genere che ci fosse uno dei più diretti interessati, molto maturo per la sua età, per poter esprimere la voce di quelli che più debbono subire le conseguenze del fenomeno.  Mi si dica una norma di regolamento comunale che giustifica l’esclusione. Se la questione è giuridica vorrei che mi si dimostrasse che ho sbagliato». Ma un minore online senza autorizzazione di un genitore, non lascia margine alla presidente: «non mi assumo la responsabilità di diffondere le immagini del ragazzo.  La delicatezza della diffusione sul web è nota ai più e che si debba spiegare è allucinante». La consigliera Chiara Francesconi e l’assessora elencano leggi, regolamenti europei sulla privacy a supporto della decisione. A quel punto Ancisi abbozza. «Ho sottovalutato la necessità dell’autorizzazione dei genitori. Non è successo niente.  Sarà per la prossima volta».

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