Il cinema fa i conti col Covid. In una stagione normale, l’arrivo dell’autunno coinciderebbe con il ritorno del grande pubblico, ma i numeri indicano un drammatico tracollo di spettatori. I dati Cinetel mostrano una situazione molto pesante. Le sale ravennati nel settembre del 2019 avevano totalizzato un incasso di 203.957 euro, con 33.601 presenze. Quest’anno, lo stesso mese ha fatto segnare 10.866 presenze per un incasso di 63.912 euro.

«La contrazione – commenta Franco Calandrini di Start Cinema – è stata di circa il 70% rispetto all’anno precedente. In riferimento a luglio e agosto, Cinetel mostra numeri ancora più preoccupanti con una perdita in Italia del 90%. Lavoriamo in un contesto difficilissimo e le case di distribuzione ritardano l’uscita dei film di maggior richiamo perché temono i flop ai botteghini».

I cinema d’essai

«Siamo molto preoccupati – gli fa eco Tiziano Gamberini, presidente di Italsar/Cinemaincentro che da anni ha in gestione il cinema Mariani –. Normalmente la sala ospiterebbe circa 100 spettatori, oggi arriviamo a 50 per le norme di distanziamento. Per ora abbiamo visto che c’è uno zoccolo duro di cinefili che resiste. Poi, però, c’è un pubblico più tradizionale che non sappiamo se e in che proporzione tornerà in sala. Non voglio essere troppo pessimista anche per il fatto che Rocca Cinema quest’estate è andata molto meglio delle previsioni iniziali».

Gamberini non nasconde che una delle possibili opzioni era non riprendere con le proiezioni al cinema Mariani: «In termini economici non sarebbe stato sbagliato – dice -; ma sarebbe stato un pessimo messaggio e l’esperienza mi dice che se prendi la decisione di chiudere, non sai mai quando poi sarà il momento giusto per riaprire. È come trovarsi in trincea. In questi mesi tanti esercenti hanno chiuso definitivamente. Le sale d’essai e quelle a conduzioni familiare sono in difficoltà, soprattutto se ci sono costi d’affitto da pagare. Lo Stato è già intervenuto in nostro aiuto ma non so se sarà sufficiente».

La multisala

«La situazione non è delle migliori – commenta la direzione del Cinemacity di Ravenna -. Dopo una ripartenza particolarmente difficile, grazie a tutta una serie di iniziative e in concomitanza all’uscita di alcuni titoli che hanno riscosso il favore del pubblico, c’è stata una ripresa. Per la stagione autunno-inverno, ci auguriamo di poter tornare ad avere un flusso di clienti importante: speriamo con l’arrivo dell’inverno e l’uscita di diversi film di grande interesse che la situazione possa migliorare ancora».

In Italia ci sono molte sale in crisi, chiediamo alla direzione del Cinemacity come si può uscire dalle attuali difficoltà e quali interventi servirebbero: «Solo con l’unità di intenti di tutta la filiera (produzioni, distribuzioni ed esercizi cinematografici) si riuscirà a superare questo difficile momento che ovviamente non coinvolge solo le strutture cinematografiche ma tutti i settori dell’entertainment e della cultura. Finché l’epidemia è così estesa la situazione resterà invariata e si dovrà far ricorso a tutte le forme di aiuto possibile».

Che stagione cinematografica ci aspetta? «La pandemia ha ribaltato il mercato cinematografico globale. I grandi titoli di produzione americana sono strettamente legati all’andamento epidemiologico internazionale la cui conseguenza è stata quella di aver dato maggior spazio ad alcune categorie di film la cui visibilità in precedenza passava spesso sottotono. Tra questi ne stanno traendo e ne trarranno beneficio i titoli nazionali (ad esempio l’acclamato “Padrenostro” con Pier Francesco Favino) e i titoli di qualità o di piccoli distributori».

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