Ravenna, caro energia: centri sociali, servizi a rischio

Le bollette sono schizzate alle stelle anche per i centri sociali che rappresentano un punto di riferimento e di aggregazione quotidiano per tante persone, soprattutto anziane. Le attività di queste strutture sono un vero e proprio antidoto alla solitudine, favorendo relazioni sociali e rapporti di amicizia.

Servizi a rischio

Al centro sociale Le Rose di via Sant’Alberto, il costo dell’energia elettrica è pressoché raddoppiato in un mese: «Se a luglio abbiamo pagato 700 euro – spiega il presidente del centro, Idio Antonelli – la bolletta di agosto ha presentato un costo di 1.550 euro. Sono aumenti fuori controllo che impongono scelte precise. Ci troviamo di fronte a un bivio molto difficile da affrontare: o riduciamo i servizi offerti, tra cui ad esempio anche il prezioso accompagnamento degli anziani fino ad oggi del tutto gratuito, o condividiamo tra i nostri associati gli aumenti che ci troviamo di fronte. Riguardo al tema, abbiamo aperto un confronto con i frequentatori della nostra struttura. Li abbiamo voluti coinvolgere e nel corso delle iniziative settimanali abbiamo parlato con le persone. Sta emergendo un forte senso di responsabilità; in molti ci dicono che piuttosto che rinunciare ai servizi, sono disponibili a sostenere contributi maggiori».

Costi lievitati

Con l’arrivo dell’inverno il conto rischia di diventare ancora più salato con le spese di riscaldamento: «Non possiamo certo lasciare al freddo i nostri anziani – spiega Antonelli -. Faremo tutto il possibile per garantire le migliori condizioni. Per i costi del riscaldamento siamo in allerta. Abbiamo già messo in previsione un’assemblea con i soci per fare il punto della situazione. Al momento in tanti si mostrano preoccupati ma non spaventati, più di una persona mi ha detto: “Se dobbiamo fare qualche sacrificio, lo faremo”. C’è consapevolezza di ciò che avviene a livello internazionale e vedo un grande senso di responsabilità».

Una nuova sfida

Antonelli riflette sulla nuova sfida che attende i centri sociali: «L’esplosione dei costi arriva in un momento di rinascita per queste realtà – spiega -. Siamo sopravvissuti al periodo difficilissimo del Covid e proprio ora, che stavamo vedendo una ripresa della frequentazione dei centri, dobbiamo affrontare un ulteriore ostacolo. Gli ultimi mesi si sono caratterizzati per il ritorno dei frequentatori. C’è una grandissima voglia di stare insieme. Abbiamo ripreso le serate danzanti, quelle conviviali e gli appuntamenti con la tombola. Le iscrizioni sono su ottimi livelli, al momento abbiamo 670 soci. La fase più dura della pandemia sembra superata e se siamo sopravvissuti lo dobbiamo anche ai ristori garantiti da Governo, Regione e Comune. A Roma qualcuno parla di analoghi ristori per farci superare anche il caro vita, spero non sia necessario ma non è da escludere».

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