Ravenna, autobus pieni e a rilento: disagi all’uscita del Jova beach party di Marina

RAVENNA – Ci sono un paio di cose che sono andate storte nella prima giornata del Jova beach party ed entrambe riguardano l’attesa. Quella sotto il sole delle persone in fila che aspettavano di entrare all’ingresso, ritardato di un paio d’ore a causa dei questioni tecnico-burocratiche dovuti al maltempo di giovedì, e quella notturna di un gruppo di circa trecento persone in attesa alla fermata del bus di tornare all’auto nel parcheggio scambiatore o all’albergo.

Il deflusso notturno

Va premesso che il deflusso dal concerto ha funzionato complessivamente bene e non era scontato con trentamila spettatori. Finite le danze qualcuno ha scelto di fermarsi a Marina di Ravenna ma la gran parte della tribù che balla, dopo dieci ore di spettacolo, si è incamminata verso l’auto. Il verbo non è casuale: la maggioranza delle persone che aveva lasciato l’auto al parcheggio scambiatore ha percorso a piedi, lungo viale delle Nazioni reso per metà sezione pedonale, i circa quattro chilometri che separano l’area concerto dallo scambiatore di via Trieste. L’altro parcheggio, in via del Marchesato a Marina di Ravenna, è più vicino e ha cominciato quindi a svuotarsi per primo. Mentre sulla Statale il traffico scorreva, si è creato un “tappo” in uscita dal parcheggio di Marina. Proprio quello che ha causato il blocco del bus navetto. Gli autobus oltretutto arrivavano già pieni perché molte persone salivano nelle fermate, istituite appositamente per il concerto, di via Ciro Menotti.

La rabbia e l’ingorgo

Questo è stato il meccanismo che ha creato un paio d’ore di caos alla prima fermata di viale delle Nazioni, dove nel frattempo si sono accalcate le persone in attesa di essere trasportate a destinazione: inizialmente i mezzi, essendo pieni, non riuscivano a caricare altri passeggeri e tiravano dritto alle fermate di viale delle Nazioni. Poi l’ingorgo del parcheggio ha rallentato il passaggio: dall’una alle due sono passate quattro navette in tutto, con diverse destinazioni, e salire a bordo era una specie di lotteria. A quel punto è cominciato a montare il nervosismo. “Ci hanno suggerito di non venire in auto visto che era previsto un bus ogni dieci minuti, ora stiamo aspettando da due ore di tornare in albergo”: questo uno dei commenti più pacati raccolti alla fermata.

A gestire il malcontento in maniera magistrale è stato un nucleo di una decina di agenti della Polizia di Stato appena montati in servizio. Comprendendo la stanchezza della persone hanno sopportato gli insulti, condivisi con gli autisti, e si sono rapportati con gli altri enti sollecitando una soluzione. Nemmeno loro, però, potevano far molto di più nel frattempo, se non consigliare a chi poteva di andare a piedi verso il parcheggio e rassicurare le persone in difficoltà. È il caso, ad esempio, di una ragazza incinta che, insieme al compagno, non è riuscita a salire sul navetto. Ma anche un giovane con le stampelle o le famiglie con bimbi piccoli. La situazione è diventata più tesa, è arrivato il sindaco Michele De Pascale con gli assessori Giacomo Costantini e Gianandrea Baroncini. Grazie all’interessamento del primo cittadino la ragazza in dolce attesa è stata accompagnata allo scambiatore da una pattuglia della polizia locale, mentre gli agenti in moto scortavano, letteralmente, i bus nel traffico per aiutarli a scorrere meglio. La Polizia di Stato ha continuato a gestire quello che rischiava di diventare un lavoro di ordine pubblico, mentre finalmente un paio di bus snodati caricavano le persone rimanenti, alcune con le facce stremate, a destinazione.

Come accadeva durante l’epoca degli happy hour, il sistema dei bus navetto è rimasto vittima dello stesso traffico. Oggi, come spiegato dal sindaco in nottata, dovrebbero esserci dei correttivi: durante l’uscita verranno tolte le fermate provvisorie in via Ciro Menotti e sarà in servizio un numero maggiore di autobus. Non ha funzionato granché bene nemmeno la comunicazione: le persone non sapevano dove erano dirette le varie navette e il traffico ha fatto saltare gli orari del collegamento di linea con Punta Marina. Per risolvere la situazione si è dovuto lavorare in emergenza, per quanto piccola. Si può ben dire che poteva andare peggio ma si può anche pensare che sia una lezione da cui prendere spunto per il prossimo maxi evento.

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