RAVENNA. La prossima campagna antinfluenzale sarà decisiva nella lotta contro l’epidemia di covid-19. Gli appelli dell’Istituto superiore di sanità sono già partiti affinché popolazione e personale sanitario si vaccinino contro l’influenza. A Ravenna i numeri mostrano che si potrebbe fare molto meglio. Nell’ultima campagna antinfluenzale soltanto il 55% degli over 65 si è vaccinata, rimanendo oltre 20 punti percentuali sotto l’obiettivo considerato accettabile. La percentuale si abbassa ulteriormente per il personale sanitario, gli ultimi dati disponibili indicano che nel territorio solo il 31-32% dei sanitari opta per la vaccinazione (obiettivo di riferimento 34%). Si tratta, peraltro, di una percentuale che è decisamente cresciuta negli ultimi anni a seguito delle campagne di sensibilizzazione dell’azienda sanitaria.

Una scelta di responsabilità
«Storicamente le vaccinazioni contro l’influenza iniziano la prima settimana di novembre – commenta Stefano Falcinelli, presidente dell’Ordine dei medici di Ravenna – e quest’anno sarà importante rafforzare le campagne di informazione. Spesso le persone non si vaccinano per scarsa attenzione o sottovalutazione, ma non possiamo permetterci che questo si ripeta. Influenza e covid-19 presentano gli stessi sintomi e meno persone si ammaleranno di influenza, più il sistema sanitario sarà in grado di reggere all’urto del coronavirus. Faccio appello alla responsabilità delle persone sopra i 60 anni e al personale sanitario. In particolare, quest’ultimo deve vaccinarsi non solo per proteggere se stesso ma anche per non divenire veicolo di trasmissione. Raccomando inoltre che tutti coloro, che soffrono di alcune patologie tra cui ad esempio il diabete e l’asma, si rivolgano al proprio medico».
Falcinelli solleva anche un’altra questione. «Ogni medico di base ha un numero limitato di dosi – commenta – per cui è difficile poter immaginare una vaccinazione per tutti, che sarebbe l’ipotesi migliore in questa fase di emergenza. Vedremo se, quest’anno, giungeranno risorse economiche aggiuntive per ampliare la disponibilità».

Il tracollo nel 2011
Raffaella Angelini, direttrice del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Romagna, sottolinea che l’obiettivo del 75% di vaccinati tra gli over 65 era stato raggiunto nel 2006-2007, si era consolidato e poi nel 2011 è crollato quando alcuni decessi furono collegati alle vaccinazioni, con il conseguente ritiro dal commercio del vaccino in questione: «Nel 2011 ci fu il tracollo in tutta Italia per la preoccupazione generate nell’opinione pubblica, nonostante poi sia stato dimostrato che non c’era alcuna correlazione tra le morti e il vaccino – commenta -. Abbiamo perso il 14% di vaccinati nel giro di poco tempo e ora faticosamente stiamo risalendo nelle percentuali». La direttrice Angelini spiega che il vaccino è offerto gratuitamente e attivamente agli over 65, alle persone addette ai servizi pubblici essenziali e a quelle che hanno delle patologie di base e alle donne incinta. «Siamo ora in attesa delle disposizioni provenienti dal Ministero – conclude – e non sappiamo se la platea delle persone, che hanno diritto al vaccino gratuitamente, sarà allargata. Un dato è certo, meno influenza ci sarà in giro e più il sistema sanitario saprà affrontare le emergenze».

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